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Istat: laureati, Italia sotto la media Ue

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L’Italia non si distingue per politiche di alta formazione tra i Paesi europei. A dirlo è l’Istat che nell’ultimo rapporto sulla situazione del Paese nel 2009 traccia un quadro dell’istruzione superiore in Italia non troppo confortante. I laureati sono meno che in altri paesi europei, e a scegliere i percorsi di studio tecnico-scientifici sono ancora in pochi. Sia per numero di laureati che per numero di laureati scientifici, infatti, l’Italia è sotto la media Ue.

Nel 2007 sono state 60 – ogni mille ragazzi tra i 20 e i 29 anni – le persone che hanno conseguito una laurea o un titolo terziario, contro i 77 della Francia e gli oltre 80 in UK e Danimarca. Sempre in Italia sono 12,1 ogni mille ragazzi tra i 20 e 1 29 anni, le persone che hanno conseguito una laurea tecnico-scientifica, contro i 13,8 della media europea.

In compenso sembra essere consistente la propensione dei diplomati a iscriversi all’Università. Nel 2008 lo ha fatto il 95 per cento di loro. Questa propensione si è registrata soprattutto tra i diplomati del Centro Italia.

Secondo l’Istat, inoltre, la ripresa delle immatricolazioni negli anni duemila vanno motivate con l’introduzione della riforma del “3+2”, da poco ufficialmente bocciata dalla Corte dei Conti, e che è stata invece valutata positivamente dall’ultimo Rapporto Almalaurea sul Profilo dei laureati nel 2009.

La riforma, stando all’indagine Istat, avrebbe inoltre il merito di aver ridotto gli abbandoni e aumentato il tasso di conseguimento delle lauree triennali e a ciclo unico, passate dal 2000 al 2008 dal 19,8 per cento al 34,3 per cento dei ragazzi di 25 anni.

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