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Modalità di erogazione del prestito d’onore

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Le modalità di erogazione del prestito d’onore per studenti universitari sono di due tipi: apertura di credito in conto corrente e prestito personale.

In realtà, queste due modalità di erogazione del prestito d’onore appartengono alla stessa linea di credito o allo stesso finanziamento, ma riguardano diverse fasi dello stesso.

L’apertura di credito in conto corrente è la forma in cui il prestito viene concesso, il prestito personale è la forma in cui il prestito può essere rimborsato.

La prima modalità di erogazione del prestito d’onore prevede che la banca eroghi il finanziamento attraverso un’apertura di credito in conto corrente.

Conto che sarà intestato allo studente e dove sarà accreditato l’importo da utilizzare per il periodo degli studi.

Questa apertura di credito permette allo studente di fruire di servizi aggiuntivi come l’home banking, cioè visualizzazione del conto ed effettuazione delle operazioni on line, ed il Bancomat.

La disponibilità delle somme sul conto può avvenire semestralmente per permettere allo studente di gestire e controllare meglio la sua capacità di spesa.

Questa modalità di erogazione del prestito d’onore è utile anche per aiutare gli universitari a maturare una sensazione di indipendenza e di affrancamento dalla famiglia d’origine che, tradizionalmente, sopporta il carico degli oneri e delle spese universitarie, oltre ad essere anche la modalità di erogazione di un prestito non basato sulle garanzie personali o reali, ma sul merito o, come si dice, sull’onore.

Con un conto corrente intestato non si avrà la percezione di essere un debitore, ma un individuo, che investe e spende per costruire il proprio futuro.

Il prestito d’onore è anche un prestito personale perché prevede un rimborso a rate costanti delle somme utilizzate, comprensive degli interessi maturati.

Per prestito personale si intende un finanziamento utilizzabile per motivi non specifici, detto prestito “non finalizzato” cioè non riconducibile all’acquisto di determinati beni e servizi e su cui non vengono richieste garanzie reali, come, ad esempio, ipoteche sugli immobili, ma solo personali, come la fideiussione.

Nel caso del prestito personale, relativo al prestito d’onore, non sarà necessaria alcuna garanzia accessoria.

1 commento

  1. Concetta Sorvillo scrive:Salve,ho letto quetsa notizia e vorrei che mi deste una risposta a quanto mi e8 accaduto due giorni fa.Ritengo che questi stanziamenti siano sicuramente utili se vengono utilizzati per fornire servizi altamente qualificati;purtroppo non e8 cosec nella maggior parte dei casi vengono mandate a casa di persone sole e indifese operatori che non hanno alcuna qualifica ne esperienza.Il 16 agosto scorso mi e8 capitata una esperienza terribile.Ho un fratello con gravi disabilite0 da un paio di mesi necessita dell’assistenza del CAD per il cambio del catetere in seguito ad blocco vescicale.E’ venuta una ragazza molto giovane,noi famigliari abbiamo capito subito che non aveva alcuna esperienza dopo aver inserito il catetere non c’era fuori uscita delle urine,ha pensato di togliere il catetere per poi rimetterlo ma come lo ha estratto c’e8 stata una emorragia irrefrenabile,ho dovuto controllare ogni impulso perche8 dovevo pensare amio fratello,abbiamo chiamato subito il 118 che poi lo ha portato in Pronto Soccorso dove e8 stato adeguatamente assistito.Allora io domando a voi perche8 sono sempre le persone pif9 deboli a dover subire le negligenze della sanite0? Non e8 giusto che persone come mio fratello facciano da cavie per far fare esperienza a gente senza mestiere.Io sono demoralizzata e arrabbiata per una sanite0 che continua a non funzionare.Non parlo solo per esperienza personale ma dei tanti casi dei quali sono venuta a conscienza.Mio fratello e8 stato sbrigativamente dimesso senza nessuna diagnosi,da tre mesi porta questo catetere senza sapere la causa di questo blocco vescicale.Io domando perche8 sono sempre le persone deboli a pagare sulla propria pelle,c’e8 tanta disumanite0 ne i loro confronti perche8 e8 come se si pensasse che tanto loro sono abituati a soffrire cosa puf2 importare alla loro coscienza se poi sare0 costretto a portare un catetere a vita.L’importante e8 che ci siano fondi da gestire sulla loro pelle.Noi famigliari ci sentiamo impotenti,abbiamo fatto tanti sacrifici e tante rinunce per poter stare vicino a loro e assisterli facendoci carico delle loro stesse sofferenze.Non trovo giusto che noi siamo dimenticati e lasciati da soli,non e8 vero che le assistenze domiciliari funzionano o almeno non sempre;personalmente non mi sono mai fidata di nessuno ed ora pif9 che mai lascerei mio fratello in mani di estranei senza scrupoli.In attesa di una risposta vi saluto cordialmente Concetta Sorvillo

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