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Come scrivere una bibliografia: spiegazioni ed esempi

da | Set 2022 | Tesi di laurea | 0 commenti

Per molti di voi l’arrivo di settembre può significare l’inizio di una nuova avventura. Per altri, invece, può rappresentare il termine di un lungo percorso. Magari, alcuni di voi si staranno facendo venire i capelli bianchi alle prese con la stesura della propria tesi. A proposito… state già seguendo i nostri consigli su come scrivere un efficace elaborato di laurea?

Cari laureandi, molto probabilmente, dopo aver scritto le vostre conclusioni, vi ritroverete a fare a Google questa domanda: Come scrivere una bibliografia?

Cerchiamo, quindi, di dare una risposta che sia il più completa possibile ai vostri dubbi.

Cos’è la bibliografia di una tesi e a cosa serve

Partiamo dalle basi.

La bibliografia è un apparato di un elaborato, in questo caso di una tesi, in cui vengono riportati i testi citati esplicitamente durante la sua stesura. In generale, essa si compone di un elenco dettagliato e ordinato di tutte le fonti consultate durante il lavoro.

A cosa serve scrivere una bibliografia?

La bibliografia serve principalmente ad attestare la veridicità di un’informazione. Inoltre, essa è molto importante perché permette all’autore dell’elaborato di distaccarsi da alcune informazioni di cui non si assume la responsabilità di aver scritto di prima pugno. Infatti, nel caso della stesura di una tesi, non ci si può appropriare della paternità di alcune informazioni dato che non si ha un’autorizzazione specifica. Questo significherebbe, infatti, violare i diritti d’autore: azione che potrebbe mandare incontro a delle sanzioni.

Come scrivere una bibliografia: i vari stili citazionali e gli esempi

Innanzitutto, prima di scrivere la bibliografia di una tesi, dovete sapere che questa può variare in base al tipo di elaborato che state scrivendo. Da quest’aspetto, infatti, si deve prima estrapolare lo stile citazionale che fa più al caso vostro.

Lo stile citazionale, appunto, è un insieme di regole standard che ci guidano alla corretta menzione del testo da cui sono state estrapolate delle informazioni per scrivere l’elaborato.

Queste regole sono state definite dalle comunità scientifiche e dalle case editrici e cambiano in base al settore disciplinare di riferimento.

Perciò, vediamo ora quali sono i diversi stili citazionali, a quali situazioni si addicono di più e come scriverli correttamente attraverso degli esempi.

Lo stile APA

Lo stile citazionale APA è quello che in generale si usa per riferimenti in testi in ambiti psicologici e sociali.

In questo tipo di menzione, bisogna semplicemente inserire il nome dell’autore e l’anno di pubblicazione del testo che si ha intenzione di citare.

Per capirci meglio, facciamo un esempio.

La citazione all’interno del testo avverrà in questo modo, direttamente affianco al testo citato:

“Testo citato” (nome e cognome, anno).

Per quanto riguarda l’inserimento della citazione nella bibliografia, avremo un elenco più completo e dettagliato:

Cognome, N. (anno). Titolo. Eventuale sottotitolo. Luogo: casa editrice.

Lo stile Chicago

Lo stile citazionale Chicago si usa principalmente per la stesura di testi in ambito umanistico.

In questo caso avremo, per le citazioni all’interno del testo un esempio del tipo:

Nome e Cognome, Titolo, Citta: casa editrice, anno, pagina citata.

La menzione, in questo caso, deve essere posto come nota a piè di pagina e non allineato alla frase citata come nel caso dello stile APA.

Nella bibliografia, invece, si scrive esattamente la stessa cosa, ma rimuovendo il numero della pagina citata. Quindi avremo:

Nome e Cognome, Titolo, Citta: casa editrice, anno.

Lo stile Chicago, eventualmente, potrebbe essere utilizzato anche per elaboranti relativi al settore dell’informatica. In questo caso, la scrittura della citazione cambia leggermente rispetto a quella utilizzata per le materie umanistiche.

Nelle citazioni all’interno del corpo del testo avremo

(Cognome, anno, pagina citata).

All’interno della sezione bibliografica, invece, la menzione si tradurrà in questo modo:

Cognome, Nome. Anno. Titolo. Città: casa editrice.

Lo stile Harward

L’Harward è lo stile citazionale tipico dei testi appartenenti al settore economico.

Per quanto riguarda la citazione all’interno del testo, questa va messa, tra parentesi, subito dopo l’estratto menzionato. In questo caso avremo:

testo citato (Cognome, data di pubblicazione).

Attenzione però: il cognome dell’autore va inserito tra parentesi solo nel caso in cui non sia stato già citato direttamente nel testo.

Per scrivere una bibliografia con lo stile Harvard, invece, avremo:

Cognome N. (anno) – Titolo, Casa editrice, città, numero totale delle pagine.

Lo stile Vancouver

Lo stile citazionale Vancouver è adatto agli elaborati in ambito biomedico.

Dobbiamo precisare che le menzioni fatte con questo stile non appariranno mai nel corpo del testo, ma solo nella bibliografia.

Durante la stesura, infatti, bisognerà solo numerare in modo progressivo le citazioni. Questo numero servirà appunto da numero di richiamo che corrisponderà alla nota bibliografica nell’ultima sezione della tesi.

Per quanto riguarda la citazione nell’apparato bibliografico, si avrà:

Cognome N. Titolo. Edizione solo nel caso in cui sia successiva alla prima. Città di pubblicazione: casa editrice; anno di pubblicazione.

Lo stile Oscola

Per scrivere una bibliografia di un testo in abito giuridico è consigliabile utilizzare lo stile Oscola.

All’interno del teso, questo stile dovrà presentarsi nelle note a piè di pagina in questo modo:

numero progressivo, Nome, Cognome, titolo (casa editrice, anno) numero di pagina.

All’interno della bibliografia, invece, avremo:

Nome Cognome, titolo, (casa editrice, anno).

Regole per scrivere una bibliografia

Per quanto riguarda ulteriori regole per scrivere una bibliografia possiamo elencare:

  • essa va inserita alla fine dell’elaborato di laurea in una sezione/pagina a parte;
  • il font da utilizzare per scrivere una bibliografia è lo stesso che di quello utilizzato per la stesura dell’intero testo. Per quanto riguarda la formattazione, bisogna ricordare che nella maggior parte degli stili citazionali il nome del titolo va inserito in corsivo;
  • la bibliografia, nella maggior parte dei casi, deve essere inserita in ordine alfabetico.

Per quest’ultimo punto non c’è bisogno di impazzire: realizzare una bibliografia ordinata in ordine alfabetico, su Word, è abbastanza semplice e automatico.

Infatti, vi basterà scrivere le varie note bibliografiche in ordine sparso, selezionarle l’intero elenco e poi seguire questi semplici passaggi:

  • andare su Home > Ordina;
  • impostare Ordina su Paragrafi e Testi;
  • scegliere “crescente” (dalla A alla Z);
  • cliccare Ok.

Come citare i siti web nella tesi

A volte, può capitare di non dover solo menzionare dei libri all’interno della propria tesi. Infatti, molte informazioni rilevanti possono essere reperite dal web, consultando dei blog molto autorevoli o le pagine di giornali online, ad esempio.

In questo cosa, come si cita un sito web nella tesi?

Per determinate referenze si dovrebbe scrivere una sitografia immediatamente dopo la bibliografia.

La sitografia è una raccolta delle fonti online, diversamente dalla bibliografia che, invece, raggruppa tutte le risorse cartacee consultate.

In questo caso abbiamo diverse alternative:

  • citare una pagina web:
    Cognome N., Titolo della pagina, Titolo del sito web, data ultimo aggiornamento, URL, data di consultazione.

  • citazione di un articolo da un blog:
    Cognome N., Titolo dell’articolo, Titolo del Blog, data dell’articolo, eventuale data dell’ultimo aggiornamento, URL dell’articolo, data di consultazione.

  • menzionare un articolo da riviste digitali:
    Cognome N., Titolo dell’articolo, in “Titolo della rivista”, a. (annualità in numeri romani), numero della rivista (indicato con numeri arabi), data di pubblicazione, pagine consultate, URL dell’articolo o DOI.

  • inserire un eBook:
    Cognome N., Titolo, luogo di pubblicazione (inserire s.l. se non indicato), casa editrice, anno di pubblicazione, numero di pagine, URL, data di consultazione.

Ora dovreste avere tutte (o quasi) le linee guida necessarie per scrivere una biografia (o sitografia) della vostra tesi al meglio!

A cosa serve la bibliografia?

La bibliografia serve a non appropriarsi della paternità di una fonte e per non violare, quindi, i diritti d’autore. Inoltre, è utile per accertare la veridicità dell’informazione.

Come si citano le fonti web in una tesi

Le fonti estrapolate dal web si citano nella tesi in una sezione chiamata sitografia. Essa deve essere posta immediatamente dopo la bibliografia.

Cos’è la sitografia?

La sitografia è una raccolta di fonti online utilizzate per scrivere un elaborato, a differenza della bibliografia che, invece, menziona tutte le fonti cartacee.

Cos’è la bibliografia?

La bibliografia è elenco ordinato di tutte le fonti consultate e citate all’interno di un elaborato.

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