Usa, prof uccide studentessa con cui aveva avuto relazione

Se il flirt tra professore e studentessa non fa più scalpore, arrivano sempre più spesso da Oltreoceano (ma non solo) notizie di sparatorie all’interno di campus e università.

In questo caso le due storie si combinano e i protagonisti di questo recente e triste fatto di cronaca sono docente e allieva, legati prima da una breve storia d’amore e poi dalla follia dell’uomo, dallo stalking all’omicidio-suicidio. Annunciato, secondo alcuni.

I fatti risalgono ai primi giorni della scorsa settimana, quando Ernesto Bustamante, 31enne ex professore di psicologia all’Università dell’Idaho, ha ucciso con più colpi di pistola la sua ex amante, Katy Benoit di appena 22 anni, nel portico della casa che la giovane divideva con altre studentesse appena fuori dal campus. Solo la mattina successiva gli inquirenti, irrompendo nella stanza dell’uomo all’University Inn, hanno trovato il cadavere del professore, uccisosi con un colpo di pistola alla tempia poche ore dopo aver compiuto il delitto.

La rottura tra i due risale allo scorso marzo, ma da allora l’uomo non aveva cessato di perseguitare la ex, minacciandola e perseguitandola: non sarebbe stata questa la prima volta che il docente puntava su Katy una pistola. Le sue coinquiline erano preoccupate per la sicurezza dell’amica: l’uomo infatti deteneva diverse armi e dimostrava di avere disturbi della personalità. Le ragazze stavano cucinando dei biscotti, quando Katy è uscita a fumare una sigaretta: è stato allora che hanno sentito gli spari.

Dopo mesi di aggressioni, la ragazza aveva reagito cambiando indirizzo e presentando lo scorso giugno un reclamo all’Università, in seguito al quale il docente si era dimesso solo pochi giorni prima del delitto. Alla Polizia tuttavia non risulta alcuna denuncia ufficiale o richiesta per un ordine di restrizione che ingiungesse all’uomo di starle lontano. Tuttavia gli studenti di Bustamante, che dal 2007 ricopriva il ruolo di assistant professor al Dipartimento di psicologia e comunicazione dell’ateneo, confermano che il professore – molto popolare e aperto – non nascondeva affatto di avere personalità multiple, tra cui quella che definiva “killer psicopatico”.