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Lo scorso martedì tre ricercatori dell’Università di Pisa sono partiti per il Polo Sud alla ricerca di meteoriti in occasione della XVIII missione del Programma nazionale di ricerche in Antartide (Pnra). La spedizione andrà a caccia di “frammenti di asteroidi, comete e pianeti, ovvero corpi celesti primitivi che – si legge in una nota dell’ateneo toscano – permettono di approfondire lo studio sull’origine del sistema solare, avvenuta circa 4,5 miliardi di anni fa”. Più precisamente, ad aver preso parte alla missione sono Luigi Folco, ricercatore del dipartimento di Scienza della terra e coordinatore nazionale del progetto “Meteoriti antartiche” del Pnra, oltre che due giovani studiosi dello stesso dipartimento, l’assegnista di ricerca Maurizio Gemelli e la dottoranda Agnese Fazio.

L’Antartide è considerato il terreno ideale per la raccolta di materiale extraterrestre, grazie al “contrasto – spiegano dall’Università di Pisa – tra la crosta scura delle meteoriti e il bianco del ghiaccio”. Oltretutto, il clima particolarmente freddo e secco permette la conservazione delle rocce, come pure dei “meccanismi di concentrazione che trasportano in zone ristrette, chiamate ‘trappole’, le meteoriti cadute sui vasti bacini del plateau polare”. Dal 1990 a oggi, sono state in tutto dieci le missioni nell’ambito del Pnra a essere state condotte nelle aree di ghiaccio blu della Terra Vittoria settentrionale, con il conseguente ritrovamento di oltre 850 esemplari. In realtà, le spedizioni italiane in questa zona del mondo hanno avuto inizio già a partire del 1985.

I ricercatori dell’Università di Pisa che sono partiti alla volta dell’Antartide potranno condurre la loro ricerca, trovando un ottimo supporto logistico nella base italiana del Pnra “Mario Zucchelli”, gestita dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) e sita sulla costa del Mare di Ross, che si trova nella Baia Terra Nova. I tre studiosi lavoreranno per più di due settimane alla ricerca di meteoriti, sfidando una temperatura media intorno ai -25 gradi e un vento di oltre 40 chilometri l’ora. Intanto, racconteranno le proprie gesta in un diario pubblicato sulla pagina Facebook dell’ateneo, cioè “Università di Pisa – Pagina ufficiale”.

In Antartide non si ricerca solo materiale extraterrestre. In questa terra si svolgono, anche, missioni riguardanti l’oceanografia, la fisica dell’atmosfera e la cosmologia, le scienze della terra, la biologia e la medicina, oltre che l’impatto ambientale. Tutto ciò, sotto il coordinamento scientifico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). A fine dicembre, ad esempio, partirà un’unità di ricerca geologica, allo scopo di raccogliere nuovi dati “per una migliore caratterizzazione delle successioni vulcano-sedimentarie Triassico-Giurassiche lungo la catena Transantartica che affiora in Terra Vittoria”. Alla spedizione prenderanno parte, tra gli altri ricercatori anche alcuni studiosi dell’ateneo pisano.