laboratorio polare per lo studio del clima all'universita di milano bicocca

Un laboratorio con temperatura polare per studiare i cambiamenti climatici e i problemi ambientali. Si chiama EuroCold – acronimo di European cold laboratory facilities – ed è stato da poco inaugurato all’Università di Milano Bicocca. La struttura si trova nei sotterranei del Dipartimento di Scienze dell’ambiente e del territorio e di scienze della terra dell’ateneo milanese. Qui vengono studiate grandi carote di ghiaccio (cilindri gelati) provenienti dai più importanti siti di ricerca internazionale sul clima.

“Il nuovo laboratorio – dichiara Valter Maggi, professore associato di Climatologia dell’Università di Milano-Bicocca e responsabile italiano del progetto Epica (European project for ice coring in Antarctica) – è fondamentale per proseguire il lavoro di studio e conoscenza del clima e dei suoi comportamenti passati e futuri e dei meccanismi che regolano il cambiamento climatico, specialmente ora che abbiamo superato i 400 ppm di CO2 in atmosfera”. Per realizzare EuroCold è servito un milione di euro: un terzo del finanziamento proviene dall’università, il resto dal Miur e dai fondi europei per la ricerca.

Questo laboratorio “polare” – che copre un’area di 600 mq – integra tre tipi di laboratori interconnessi fra di loro. Più precisamente, in esso si trovano le camere fredde, dove vengono eseguite sperimentazioni, stoccati campioni e testate strumentazioni a una temperatura compresa tra i -50° C e i -30° C. Poi c’è la camera bianca climatizzata, dove vengono presi in esame campioni in condizioni di pulizia e temperatura controllata, e la camera pulita, anch’essa in atmosfera a contaminazione controllata. Mentre nella prima la temperatura è mantenuta a -25° C, nella seconda si trova a +20° C.

Per il momento nel laboratorio “polare” dell’Università di Milano Bicocca – tra i più grandi e moderni ad atmosfera controllata – sono conservati più di tremila metri lineari di carote di ghiaccio provenienti da più parti del mondo. Analizzando le polveri fini contenute in esse, si cerca di capire quale fosse la composizione dell’atmosfera terrestre nel corso degli anni: “La realizzazione di EuroCold – dice il rettore dell’ateneo milanese, Marcello Fontanesi – ci fa fare un deciso passo avanti, anche a livello internazionale, posizionando l’Università di Milano-Bicocca come un centro all’avanguardia nello studio del climate change“.