universita genova inviati per errore dati personali studente

L’operatrice dell’ufficio anagrafe reddituale dell’Università di Genova avrà provato un brivido lungo la schiena nel momento in cui si è resa conto di aver inviato per errore a tutti gli iscritti dell’ateneo ligure un’e-mail con i dati personali di uno studente. L’impiegata ha inavvertitamente inoltrato la comunicazione a tutta la rubrica e sono stati oltre 40mila gli indirizzi che hanno ricevuto il messaggio, che è arrivato anche ad alcuni dottorandi e perfino a qualche neolaureato.

Lo studente che si era rivolto al personale amministrativo dell’Università di Genova, chiedeva lumi circa le tasse e le borse di studio. Tra i dati personali presenti nell’e-mail di risposta dell’operatrice c’erano nome, cognome e numero di matricola dell’iscritto, insieme alla sua situazione relativa al pagamento dei contributi richiesti annualmente dall’ateneo. Non solo, quindi, chi per errore ha ricevuto l’e-mail poteva identificare lo studente, ma anche venire a conoscenza di informazioni molto riservate.

Una volta resasi conto di aver inviato a decine di migliaia di contatti l’e-mail contenente i dati personali dello studente, l’impiegata amministrativa dell’Università di Genova ha prontamente inviato una seconda comunicazione a tutta la rubrica per rettificare e invitare tutti i destinatari ad ignorare il messaggio precedente. Ma ormai il danno era fatto.

La gaffe dell’ateneo ligure, però, non è un evento isolato. Un errore simile a quello compiuto dall’operatrice dell’Università di Genova si era verificato qualche tempo fa anche nella prestigiosa Oxford. In quel caso, ad essere diffusi per errore via e-mail non erano stati solo i dati personali di uno studente, ma i voti e i nomi dei cinquanta peggiori iscritti dell’ateneo britannico.

Entrambi gli episodi testimoniano come, se da un lato la tecnologia ci ha aiutato a risparmiare tempo, consentendoci di comunicare informazioni in pochi minuti, attraverso un semplice clic, dall’altro ci mette sempre a rischio di figuracce. Perché anche sbagliare è diventato più rapido e semplice.