concorso

Un esposto al rettore, due cervelli in fuga, un docente che si dimette per protesta e tante polemiche. Ѐ il bilancio del  putiferio che si è scatenato in queste ultime settimane alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Forlì, a causa di un concorso indetto per l’assegnazione di un posto da ricercatore. Il tutto per via di una fuga di notizie riguardo alla vincitrice, che oltretutto sembrerebbe non possedere i requisiti richiesti.

La vicenda ha inizio nelle sede forlivese della seconda facoltà di Ingegneria, con un concorso nel settore “Ing-Ind 04, strutture e costruzioni aerospaziali”. Forse l’ultima occasione per essere assunti a tempo indeterminato. A richiederlo è stato il docente e ricercatore dell’Università di Forlì, Enrico Troiani, “per portare avanti – dice – la ricerca e la didattica”. Tutto sembrava procedere bene fino a quando, lo scorso mese, non è iniziato a circolare in anteprima il nome di chi aveva vinto, assieme pure ad alcune informazioni contenute nei verbali della commissione. Da lì il putiferio.

Il 27 marzo un candidato ha presentato un esposto al rettore dell’Università di Forlì, mentre il professore Troiani ha deciso di lasciare scoperti i tre corsi che teneva: “Rispetto l’esito del concorso, ma – spiega l’uomo – il problema è che chi ha vinto non risponde alle esigenze del mio gruppo di ricerca”. Gli fanno eco gli altri partecipanti: “A seconda dei criteri, numero e peso di pubblicazioni oppure attinenza del curriculum al settore, anche altri candidati – protestano – avrebbero avuto le carte in regola”.

Nonostante tutto, il concorso sembrerebbe regolare. Il putiferio scoppiato alla facoltà di Ingegneria forlivese ha avuto, comunque, le sue conseguenze. Prima di tutto ha creato subbuglio tra gli studenti, in agitazione anche per le dimissioni del loro docente. Si aggiunge la decisione di due candidati bocciati di lasciare l’Italia e cercare fortuna all’estero. “A prescindere dall’esito del concorso – dichiara Ivan Meneghin, uno di loro – qui per me non ci sono più le condizioni per lavorare”.