Giorgio Napolitano

Non è stata unanime la voce del Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu) durante l’incontro di ieri con il presidente della Repubblica. I rappresentati degli studenti eletti nell’organo consultivo, spiega Gianluca Scuccimarra, esponente dell’Unione degli universitari (Udu) e membro dell’ufficio di presidenza del Cnsu, si sono divisi quando si è trattato di esprimere un commento sulla riforma Gelmini e la spaccatura ha evidenziato che soltanto otto componenti del Consiglio su trenta erano favorevoli al provvedimento approvato in via definitiva il 24 dicembre.

“Non stupisce”, spiega il rappresentante dell’Udu, che i membri del Cnsu vicini al governo appoggino la riforma. Il riferimento è agli eletti nelle liste Studenti per le libertà – Azione universitaria, che hanno riaffermato dinanzi a Napolitano la loro soddisfazione per il provvedimento promosso dal ministro dell’Università Gelmini. Ma per l’Udu “il dato importante” è che tutte le altri componenti del Consiglio studentesco abbiano mostrato scetticismo o contrarietà rispetto ai contenuti della riforma.

L’Unione degli universitari fa dunque sapere in una nota di aver riportato al capo dello Stato le preoccupazioni che sono alla base delle proteste degli scorsi mesi, fondate innanzitutto sul timore che la legge Gelmini metta a rischio il “carattere pubblico” dell’università italiana. Durante l’incontro, spiega il rappresentante dell’Udu, il presidente Napolitano ha condiviso con gli studenti la preoccupazione per i tagli al diritto allo studio e per la contrazione dei fondi a disposizione dei singoli atenei, tagli “che aggravano ulteriormente quelli che saranno i danni di questa riforma”.

L’Udu fa notare ancora una volta come l’incontro al Colle confermi che l’unica istituzione sensibile alle istanze delle giovani generazioni e disponibile al dialogo è il Quirinale, mentre è ancora assente il dialogo con il governo e con il ministro Gelmini, che non ha mai consultato il Cnsu nel corso dell’iter di approvazione della riforma “per il timore di non ricevere un parere positivo”.

Il rappresentante dell’Unione degli studenti annuncia infine che il fronte del no al provvedimento si sta riorganizzando con le assemblee studentesche per riprendere la mobilitazione e negli organismi accademici si batte per far sentire il proprio punto di vista, contrastando le delibere che alterano il carattere pubblico dell’università.