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Tensioni ieri a Torino durante il convegno “Avere vent’anni in Italia: grande prospettiva o miserabile possibilità?”, a cui ha partecipato il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Davanti al Centro Congressi del Lingotto di Torino, a pochi metri dal Salone del Libro, inaugurato proprio lo stesso giorno, un gruppo di manifestanti ha infatti protestato a seguito del divieto, imposto dagli organizzatori dell’evento, di poter accedere all’incontro.

Dopo un primo presidio fuori dal Palazzo durante le prime ore del pomeriggio, e qualche inutile tentativo di cercare di entrare spostando le transenne, i giovani manifestanti hanno iniziato a scandire grida e slogan, tra cui “Profumo vai a lavorare in un call center”. Poi, hanno deciso di raggiungere l’uscita secondaria del Centro, dove si trovava l’auto blu del ministro. Ed è a questo punto che le tensioni sono sfociate in veri e propri scontri: un poliziotto è caduto e uno studente è stato ferito alla testa.

Nicola Malanga, 23 anni, presidente del Senato Accademico era cosciente quando è stato soccorso dall’ambulanza. “E’ uno scandalo – ha dichiarato – che non ci facciano accedere. Si entra con l’accredito, e noi l’abbiamo fatto online nei giorni scorsi”. “Avevamo 35 accrediti – hanno spiegato gli universitari – ieri sera è arrivata una nota degli organizzatori su Facebook in cui si comunicava che i nostri pass erano stati annullati per motivi di sicurezza”.

Il convegno è stato organizzato dai giovani politici dell‘Udc del gruppo “Muoviti per le novità”. Per reagire alla situazione e al ferimento di Malanga, i manifestanti hanno in seguito improvvisato un corteo in via Nizza, bloccando il traffico all’ingresso del Salone del Libro, esibendo uno striscione che recitava “Avere vent’anni in Italia, da voi solo precarietà, noi contro l’austerità”.

Secondo il portavoce degli studenti, tutti appartenenti al gruppo “Studenti Indipendenti“, il loro ingresso all’incontro è stato impedito perchè ritenuti troppo violenti dagli organizzatori, “solo perchè di sinistra”. Durante gli ultimi momenti dell’intervento del ministro, una decina di studenti appartenenti alla Verdi 15, residenza universitaria occupata dallo scorso settembre contro i tagli alle borse di studio della giunta del governatore del Piemonte, Roberto Cota, hanno cercato, invano, di esibire uno striscione.

Appena qualche giorno fa, una cinquantina di universitari appartenenti sempre al gruppo autonomo Studenti Indipendenti, aveva occupato il rettorato in segno di protesta contro i tagli all’istruzione pubblica.