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I test di ammissione per le facoltà a numero chiuso sono salvi. L’ha stabilito la sentenza numero 302/2013 della Corte Costituzionale, che ha giudicato inammissibile la questione sollevata dal Consiglio di Stato circa la presunta illegittimità degli esami per l’accesso ad alcuni percorsi di studio universitari. La sentenza della Consulta è la seconda doccia fredda – dopo quella a seguito della decisione della Corte europea dei Diritti dell’Uomo dell’Aprile scorso – per quanti speravano nell’abolizione del numero chiuso.

Nel dettaglio, il Consiglio di Stato aveva denunciato la presunta incostituzionalità dei test di ingresso per quelle facoltà in cui la programmazione degli accessi è nazionale e che si svolgono, su prova unica predisposta dal MIUR, in tutte le università italiane nello stesso giorno alla stessa ora, ma non prevedono la formazione di un’unica graduatoria nazionale. Ciò che aveva suscitato i dubbi del supremo organo della giustizia amministrativa italiana era proprio l’esistenza di più graduatorie – una per ogni ateneo – a fronte di un’unica prova nazionale.

Ma la sentenza appena emessa dalla Corte Costituzionale ha escluso che la legge del 1999 che istituiva i test di ammissione unici a livello nazionale per Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura e Professioni sanitarie possa essere considerata incostituzionale. “Nulla stabilisce la legge con riguardo al tipo di graduatoria da adottare, se per singoli atenei oppure a livello nazionale”, scrive la Consulta nelle motivazioni della sentenza. E, dunque, poco importa se con le graduatorie locali a condizionare il destino di uno studente che tenta l’accesso a una delle facoltà a numero chiuso con accesso programmato a livello nazionale intervengono “fattori casuali e affatto aleatori”, come li aveva definiti il Consiglio di Stato, legati ai punteggi registrati e al numero di posti disponibili nel singolo ateneo in cui il candidato affronta l’esame di ammissione.

Intanto, il MIUR era già intervenuto sulla questione. Per garantire l’uguaglianza di trattamento, il diritto allo studio, la trasparenza e la valorizzazione del merito, principi su cui il Consiglio di Stato aveva richiamato l’attenzione della Corte Costituzionale, già da quest’anno sono infatti state varate le graduatorie uniche nazionali per i test di ammissione a Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura. Fuori dal nuovo sistema rimangono al momento solo i test di ammissione ai corsi di laurea delle Professioni sanitarie e a quelli in Scienze della Formazione primaria, i quali, tuttavia, pur prevedendo la programmazione nazionale degli accessi, hanno prove differenziate a seconda dell’ateneo in cui si svolge l’esame.