Test veterinaria Teramo

All’Università di Teramo le prime voci e preoccupazioni su irregolarità durante i test d’ingresso sono scaturite già durante lo svolgimento della prova. È successo alla facoltà di Veterinaria dove un genitore che stava aspettando il figlio candidato si è insospettito e ha chiamato i carabinieri. Motivo dei sospetti la presenza di un uomo che parlava al telefono nei bagni dell’ateneo abruzzese.

Il genitore ha pensato che l’uomo stesse dettando le risposte a uno dei candidati in aula. Qualcuno, per fomentare l’agitazione, ha anche parlato di una ragazza che sarebbe andata in bagno durante lo svolgimento della prova, rimanendoci mezz’ora: “È una notizia falsa, la candidata è andata sì in bagno, ma sotto stretta sorveglianza, ed è rientrata subito in aula”, precisa il preside di facoltà Fulvio Marsilio.

Le forze dell’ordine sono comunque entrate nelle aule per accertarsi che tutto si stesse svolgendo in maniera regolare e a quanto apre non hanno notato nulla di strano, così la prova è andata avanti regolarmente secondo i tempi e i modi previsti. Gli oltre 400 candidati al test (in corsa per i 70 posti disponibili) hanno dunque aggiunto un po’ di tensione a quella “ordinaria” della prova

Ma le lamentele non si sono fermate all’episodio segnalato dal genitore: nonostante non siano state riscontrate anomalie, al termine dei test di ammissione alcuni ragazzi hanno lamentato presunte irregolarità. In particolare, l’apertura delle buste con i quesiti, secondo alcuni candidati, non sarebbe avvenuta alla presenza dei partecipanti al test di ammissione.

Inoltre, su Facebook, tra i commenti a un articolo sul tema, aumentano le segnalazioni di irregolarità che sarebbero avvenute durante lo svolgimento della prova: scatoloni contenenti i test aperti prima dell’inizio della prova, cellulari lasciati accesi in alcune aule e persone che hanno continuato a compilare il questionario anche dopo lo scadere del tempo concesso.

Anche questi episodi sono tutti da verificare, ma va registrato che finora quello di Teramo è l’unico caso noto di “turbolenze” nel corso dei test di ammissione se si esclude l’espulsione dei due studenti trovati in possesso del telefono cellulare durante la prova alla Sapienza di Roma.