marijuana

Jonathan Stea, uno studente PhD presso la University of Calgary si è posto l’obiettivo di esaminare i disturbi e la dipendenza da cannabis e approfondire i motivi per cui alcune persone invece non svilupperebbero questa dipendenza.

Quello che ha fatto parlare di lui non è tanto l’oggetto della ricerca, quanto il fatto che ha lanciato l’appello per cercare partecipanti alla sua ricerca, con l’obiettivo di coinvolgere persone che hanno fatto uso di marijuana in passato e di valutarne gli effetti.

“In giro, ci sono molte credenze sbagliate riguardo alle proprietà della marijuana, ma sono davvero poche quelle supportate da ricerche scientifiche”, ha sottolineato il Phd spiegando la sua ricerca alla stampa internazionale. Obiettivo dell’appello è quello di coinvolgere più di 100 partecipanti che hanno superato la dipendenza dal fumo da almeno un anno. Questo imporrà un lavoro supplementare per stabilire l’effettivo superamento della dipendenza.

Tuttavia Jonathan Stea ammette che nella sua ricerca, che durerà circa un anno, sicuramente incontrerà alcuni ostacoli con eventuali volontari soprattutto riguardo al fatto che difficilmente viene ammessa autonomamente una dipendenza da Cannabis, cosi come da altre sostanze.

Intanto il noto attivista che si occupa di marijuana Keith Fagin si dice soddisfatto della ricerca, ma spera che incida negativamente sulla sua causa personale. Fagin infatti fa uso di Cannabis ormai da 40 anni e non si ritiene affatto un soggetto che soffre di dipendenza.