studenti stranieri migliori degli italiani

Sono gli stranieri di seconda generazione: nati in Italia da genitori immigrati. Studenti su cui spesso si sono concentrate le attenzioni, non proprio lusinghiere, di insegnanti e del mondo della scuola in generale. Allievi difficili? “Zavorre” per l’intera classe? Niente di tutto questo: le loro performance sono invece sorprendenti. Secondo un rapporto stilato da Miur e Fondazione Ismu, gli studenti stranieri nati in Italia sono non solo più bravi di quelli nati all’estero, ma raggiungono livello non lontani da quelli dei loro compagni italiani da generazioni. Anzi, in alcune materie sono più bravi e con sempre maggiore frequenza dopo il diploma si iscrivono all’università.

La rivincita degli studenti stranieri nati in Italia parte fin dalla scuola elementare. Con alcuni picchi di notevole rilievo, che hanno suscitato lo stupore persino di Miur e Ismu, che hanno rilevato i dati. Migliori dei loro compagni italiani in Toscana, Calabria, Sardegna e Sicilia, addirittura in Campania agli esami di quinta gli allievi di seconda generazione vincono di ben 8 punti in matematica e addirittura 24 in italiano.

Venendo alle scuole medie, il test Invalsi registra un po’ ovunque punteggi notevoli da parte degli studenti stranieri di seconda generazione specialmente in matematica. In particolare, sono i giovani cinesi a segnalarsi come “maghi” dei numeri e dei calcoli, dimostrandosi migliori degli italiani. Anche alle superiori il rendimento degli studenti stranieri nati in Italia è piuttosto omogeneo e molto vicino a quello dei coetanei italiani, tranne che nei licei. Qui, rilevano Miur e Fondazione Ismu, a superare la maturità con una votazione superiore a 90 su 100 è il 7,4 per cento degli studenti di seconda generazione, a fronte del 13,7 per cento degli studenti italiani.

Visti gli ottimi risultati che ottengono nei gradi di istruzione inferiori, sempre più giovani stranieri di seconda generazione scelgono di proseguire gli studi iscrivendosi all’università: nell’anno accademico 2013-2014  sono arrivati a essere più di 3 su 100. Un dato di tutto rispetto, che li rende il gruppo più nutrito di studenti dalla cittadinanza non italiana iscritti nei nostri atenei. E che è in continua crescita.