Università inglesi e studenti europei

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Sempre più studenti europei scelgono di laurearsi nelle università inglesi. Questo sicuramente per la presenza in Inghilterra di istituti prestigiosi, che  spesso equiparano le tuition fees per gli studenti di casa propria, alle tasse per gli studenti europei, uniformando così i diritti a ricevere finanziamenti, i cosiddetti loans, dallo Stato.

Se “sulla carta” non possiamo biasimare gli studenti inglesi che posseggono gli stessi diritti se decidono di proseguire gli studi in una università europea, nei fatti è da considerare come l’attrazione esercitata dalle università anglosassoni sul resto d’Europa sia fuori di dubbio, e spesso superiore alla capacità delle altre università di accogliere capitale intellettuale fuori dal Paese di competenza.

Gli elementi ben noti che attirano migliaia di giovani europei ogni anno in Gran Bretagna, hanno determinato un aumento sensibile delle iscrizioni, peraltro accentuate negli ultimi anni dall’ondata di compagnie aeree low-cost che garantiscono molti collegamenti giornalieri con gli aeroporti secondari di Londra.

Lo sa bene l‘Università del Bedfordshire, situata nei pressi di Luton, punto di snodo centrale per i voli economici, che conta un numero di studenti europei iscritti maggiore che in tutti gli altri atenei del Paese.

La posizione sul podio per la Gran Bretagna tra i Paesi maggiormente in grado di esercitare fascino e ammirazione tra i cittadini stranieri, è – dal punto di vista del prestigio e della crescita culturale del Paese – un vantaggio indiscutibile.
In tempi di tagli finanziari, però, il disagio degli studenti inglesi è in crescita, spingendo l’opinione pubblica verso una crescente preoccupazione per l’aumento delle iscrizioni di studenti europei, i quali eserciterebbero indirettamente pressioni sugli inglesi per quanto riguarda i posti di ammissione disponibili.

Nonostante le possibili “minacce economiche” che possono essere prefigurate dalla condizione degli studenti europei,  che nelle università inglesi usufruiscono di prestiti statali e agevolazioni finanziarie, la grande circolazione di “cervelli” vede sempre più una crescita esponenziale. Ci sarebbe da augurarsi però un flusso “a due sensi di marcia”.