studenti cinesi salvano universita inglesi

Con la crisi che morde anche nel Regno Unito, le università inglesi stanno da qualche anno perdendo iscritti, soprattutto per quanto riguarda i master. A salvarle dal tracollo, però, ci pensano gli studenti cinesi. La capacità di attrarre giovani di tutto il mondo, del resto, è una delle caratteristiche principali dei migliori atenei britannici. E l’appeal delle università d’Oltremanica sembra essere particolarmente forte sugli studenti cinesi, il cui numero nei corsi post laurea sta raggiungendo quello dei britannici.

Quello che tutti sanno è che quella cinese è un’economia in ascesa. Quello che molti ignorano, però, è che questo è possibile anche grazie alla formazione degli studenti, spesso affidata ad atenei europei o americani. Questo fenomeno diventa sempre più importante per le istituzioni e i Paesi ospitanti, ma pochi potevano immaginare che nelle università inglesi si raggiungessero cifre come quelle svelate dall’Higher Education Funding Council for England. Dalla più recente indagine effettuata si scopre, infatti, che il numero di studenti provenienti dalla Cina – appartenenti al ceto medio arricchito della Repubblica popolare – iscritti a corsi postgraduate (i master), sta raggiungendo quello degli stessi britannici. E pian piano ci si avvicina a un sorpasso epocale.

I dati sono riferiti all’anno accademico 2012-2013, e raccontano come su 100 studenti iscritti a master post laurea, 26 siano britannici e 23 cinesi. Questi ultimi sembrano avere dei veri e propri settori di preferenza: matematica (dove rappresentano il 58 per cento di tutte le iscrizioni internazionali), mass media (56 per cento delle iscrizioni internazionali), economia e management (47 per cento), ingegneria (39 per cento).

Dopo aver studiato nelle università inglesi, la moltitudine di studenti cinesi aspira a un ritorno in Cina e a un futuro professionale in patria. Che, con in tasca un titolo rilasciato da un’istituzione di prestigio mondiale, si preannuncia in discesa. Questo rappresenta una vera manna dal cielo per gli atenei britannici, i quali – tra l’inasprimento delle politiche sull’immigrazione e i costi piuttosto alti (e ulteriormente in aumento) dei corsi post laurea – stanno subendo una pesante flessione nel numero iscritti. Per fortuna, ci sono i cinesi a salvarli dal rischio chiusura e le università della Regina stanno cercando di sfruttare al meglio questa opportunità. Un esempio che anche l’Italia dovrebbe seguire.