studentesse la mecca

Nepotismo, raccomandazioni, nessuna meritocrazia. “Siete corrotti“, “abbiamo il diritto di accedere all’università”, con questi slogan le studentesse saudite hanno assalito nei giorni scorsi l’università femminile Um al Qura, situata alla Mecca, facendo rimbalzare la notizia sulla stampa internazionale nonostante le censure all’informazione e ai video girati dalle stesse manifestanti.

Hanno infatti filmato la protesta e inserito i video su YouTube, visualizzati in poche ore da centinaia di utenti, sebbene immediatamente censurati e nuovamente postati e diffusi in rete in modo virale.

Lanci di bottiglie di acqua, striscioni, tra le cariche della polizia e alcuni incidenti le studentesse sono riuscite a far parlare della loro condizione, mentre veniva bloccato loro l’accesso al campus dalle autorità, che hanno poi battuto in ritirata.

È proprio la possibilità di ottenere una istruzione universitaria che secondo le studentesse è stata preclusa. Sotto accusa sono infatti i dirigenti dell’università che hanno negato l’accettazione dell’iscrizione anche alle studentesse con una media molto alta, agevolando persone con medie più basse “ma più raccomandate”.

In una conferenza stampa tenuta ieri, il presidente dell’ateneo, Bakri Bin Ma’toug Assas, ha difeso la politica dell’università, dichiarando che gli incidenti avvenuti sono nati su iniziativa di studentesse (poche) non ammesse che non avevano ben chiari i criteri selettivi. Secondo il presidente infatti circa 153 studentesse non sono state ammesse, solo 16 infatti presentavano tutti i requisiti per seguire un corso di laurea full time.