lo stress da elezioni fa male al cuore

Lo stress derivante dalle elezioni può aumentare anche di quattro volte il rischio che i comuni cittadini abbiano a che fare con problemi al cuore. L’hanno attestato alcuni esperti di cardiologia che si sono riuniti al “X Meeting internazionale su fibrillazione atriale e infarto” di Bologna. Il pericolo aumenta per i candidati, “perché allo stress – spiega Alessandro Capucci, docente all’Università Politecnica delle Marche – aggiungono la deprivazione di sonno provocata dai mille impegni pre-elettorali”.

Secondo lo studioso, questi problemi al cuore sono dovuti a un aumento continuo del cortisolo – l’ormone dello stress – che “può provocare squilibri del metabolismo del glucosio, promuovere la rottura delle placche aterosclerotiche e causare pericolose aritmie”. La situazione, ovviamente, si aggrava se chi deve affrontare le elezioni ricorre all’uso di sostanze stpefacenti: ad esempio, “fumare marijuana quadruplica ulteriormente il pericolo di aritmie ed eventi cardiovascolari, sniffare cocaina lo aumenta addirittura di venticinque volte”.

In questo periodo, essendosi appena concluse le nuove elezioni, chi ha seguito le sorti del gruppo politico d’appartenenza avrà sicuramente visto crescere i propri livelli di cortisolo, “se il proprio partito vince, poi, l’ormone cala e aumenta al contempo il testosterone; se invece il candidato sostenuto perde, si ha l’effetto contrario e il cortisolo continua a salire”. Da qui possono derivare tutta una serie di problemi all’apparato cardiovascolare. Una cosa è certa, secondo questa ricerca: “Il cuore – dice Capucci – regge meno bene alle sollecitazioni di stress relativamente acuto, mentre si ‘abitua’ pian piano a un livello di tensione anche relativamente alto senza soffrirne”.

A quanto pare, però, le elezioni non sarebbero l’unica situazione stressante per l’organismo umano. Sulla salute del proprio apparato cardiovascolare può influire, ad esempio, l’ansia da crisi economica: basta una semplice discussione sul problema per aumentare di nove volte il rischio di aritmia e infarto, mentre eccessive pressioni sul lavoro possono incrementarlo di sei volte. A tal proposito – consiglia sempre lo studioso dell’Università Politecnica delle Marche – “è bene seguire la dieta mediterranea, che protegge il cuore grazie a vitamine e antiossidanti di cui è ricca e recuperare ritmi regolari”.