stipendi

L’operazione trasparenza del governo Monti ha coinvolto anche gli organi accademici, sono stati pubblicati infatti i compensi economici – comprensivi dello stipendio da professionista, dei gettoni di presenza e delle indennità di carica – di rettori, rappresentanti e docenti delle università dell’Emilia Romagna.

L’ateneo più generoso è quello di Parma, il neorettore Gino Ferretti infatti è al primo posto tra tutti i colleghi romagnoli poiché percepisce circa 47.700 euro lordi ogni anno per l’indennità di carica, che si aggiungono alla retribuzione come docente di prima fascia.

Il compenso di Ferretti è il triplo di quello del suo prorettore vicario Guido Cristini che nel 2011 ha aumentato la sua retribuzione di 16.600 euro circa; allo stesso tempo il direttore amministrativo parmense, Silvana Ablondi, è il più pagato della regione – con circa 187.250 euro percepiti nel 2011.

Dopo il personale dell’università di Parma, quello dell’università di Bologna risulta il più ricco: il più pagato dell’ateneo è il direttore amministrativo Giuseppe Colpani, con 185.920 euro lordi all’anno; la retribuzione 2011 del rettore Ivano Dionigi invece è di circa 121.280 euro lordi, comprendente lo stipendio di professore di prima fascia e l’indennità di carica di 18.000 euro annui.

Il prorettore vicario bolognese poi, Emilio Ferrari, è a quota 95.950 euro lordi ed è superato così dal prorettore alla Romagna, Guido Sarchielli, con un compenso di 120.570 euro. “La differenza nei compensi – fanno sapere dall’ateneo – è dovuta al fatto che l’anno scorso il bilancio non ha consentito di pagare annualmente tutti i compensi previsti a causa delle risorse insufficienti, così il saldo è stato posticipato”.

La trasparenza non è totale invece, per scelta chiaramente espressa, per l’ateneo di Modena e Reggio Emilia che ha reso pubblici solamente le cifre riguardanti i sette dirigenti – tra cui primeggia il direttore amministrativo Stefano Ronchetti con 131.000 euro all’anno – senza dichiarare i compensi del rettore, del vicario e degli altri delegati.

Si attendono infine i dati dell’università di Ferrara, per cui si sa già per certo che le indennità sono più alte rispetto all’ateneo bolognese, mentre lo stipendio del direttore amministrativo Roberto Polastri è all’ultimo posto nella classifica regionale, con 139.100 euro percepiti ogni anno. Nel complesso l’esempio di Profumo e colleghi in Emilia Romagna ha fatto scuola. Aspettiamo di vedere se altri atenei nel Paese risponderanno all’appello.