Statuto universita' di Chieti

Enti locali esclusi dal consiglio d’amministrazione: lo ha deciso l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti approvando pochi giorni fa il nuovo statuto in attuazione delle prescrizioni della cosiddetta riforma Gelmini. Una decisione che ha scatenato una serie di reazioni critiche nei confronti dell’ateneo abruzzese.

La novità ha infatti innescato una bagarre di commenti soprattutto dagli enti e dalle istituzioni politiche della zona. In particolare perché gli stessi enti locali figurano addirittura tra i soci fondatori dell’ateneo e contribuiscono al suo finanziamento. L’assessore delegato Silvio Tavolettachiede all’università “segnali concreti ed immediati affinché sia smentita l’impressione che tutti hanno della volontà di isolamento e chiusura nei confronti delle istituzioni locali”.

Il presidente della Provincia di Chieti, presidente della Provincia di Chieti, in accordo con il Presidente di quella di Pescara Guerino Testa e con i sindaci delle due città, fa sapere che nei prossimi giorni promuoverà un incontro per fermare questo “errore storico” e per studiare una linea comune di intervento. E annuncia che chiederà in futuro anche un accordo con il ministero.

Deluso anche l’assessore all’Istruzione della Provincia, Mauro Petrucci, che parla di una “ennesima conferma e riprova di un atteggiamento di autoreferenzialità, arroganza e distacco dal contesto in cui opera questa istituzione”. Petrucci ricorda al senato accademico chietino che l’esistenza di un ateneo a Chieti si deve proprio all’impegno e ai fondi stanziati dalle istituzioni del territorio. Politici e rappresentanti degli enti sottolineano quanto l’Università abbia avuto dagli stessi in termini di fondi, appoggio politico ed economico e definiscono la decisione del senato “assurda, soprattutto in una realtà in cui l’università è un tutt’uno con la città di cui fa parte.

Il rettore Franco Cuccurullo, dopo aver ascoltato le motivazioni dell’astensione dal voto da parte della Provincia di Pescara e degli altri enti, ha manifestato la volontà di certificare all’interno dello strumento del regolamento di attuazione dello statuto una formula che preveda il coinvolgimento e la partecipazione attiva degli enti locali alla realtà universitaria. Ma questo, evidentemente, ai diretti interessati non basta.