Rubate migliaia di api nere da un ateneo scozzese

Migliaia di api nere, che facevano parte di un multimilionario progetto di ricerca in neuroscienze, sono rubate domenica scorsa all’Università di Dundee, in Scozia. Un furto bizzarro, che lascia sgomenti i ricercatori, ma che tutto sommato potrebbe valere ai ladri che le hanno sottratte dall’area verde dell’ospedale cittadino una cifra compresa tra le 3.000 e le 3.500 sterline.

Secondo il responsabile del progetto di ricerca, Chris Connolly, chi ha commesso il furto sapeva bene come maneggiare le api. “Quello che è accaduto è davvero sconfortante e, mentre ancora stiamo facendo il conto di tutte le implicazioni per il progetto in caso di mancata restituzione delle api, quello che è certo è che il furto compremette seriamente tutta la nostra ricerca”. Gli insetti presenti nell’area verde del Ninewells Hospital erano i principali protagonisti di un progetto di ricerca volto a verificare i possibili effetti dei pesticidi sulla salute delle api e le loro capacità di orientamento e apprendimento.

“Le api erano al loro posto quando sono arrivato al lavoro domenica mattina – commenta Connolly – ma quando, 20 minuti più tardi, sono uscito per lavorare sulle arnie, le api erano sparite. Due uomini di mezza età sono stati visti mentre si fermavano lì accanto con un furgone bianco, dove le arnie sono state caricate. Chiaramente chiunque lo abbia fatto sapeva cosa stava facendo e come maneggiare gli insetti”.

Martedì la polizia scozzese ha lanciato un appello rivolto a chiunque abbia informazioni sulle api rubate. Secondo il responsabile del progetto le api potrebbero essere state prese per poterle allevare direttamente oppure per essere rivendute ad apicoltori specializzati. Il dottor Connolly fa presente però che si tratterebbe di insetti molto particolari, che dovrebbero essere facilmente identificati se i trafugatori dovessero tentare di venderli. La preparazione di chi ha commessio il furto e le modalità del blitz farebbero pensare però ad un furto su commissione, e in questo caso “bye bye bees!”.