scoperto come fa il nostro cervello a evitare distrazioni

Le distrazioni possono essere evitate. A scoprirlo un team di psicologi canadesi della Simon Fraser University, che ha individuato il meccanismo attraverso il quale il nostro cervello riesce a non farsi fuorviare da cose apparentemente non rilevanti. Una scoperta piuttosto interessante che, oltre a poterci far imparare a tenerci al riparo dalle disattenzioni più frequenti, può anche far segnare enormi passi avanti nella cura di determinati problemi di deficit di attenzione.

A tale scoperta gli studiosi americani sono giunti, osservando 47 studenti dell’età media di 21 anni durante una serie di esperimenti pubblicati e descritti sulla rivista Journal of Neuroscience. In particolare, analizzando con degli elettrodi tutti gli stimoli arrivati al loro cervello, gli psicologici hanno potuto notare che alcuni soggetti sottoposti a sperimentazione erano più concentrati di altri e soprattutto che a un maggior grado di concentrazione corrispondeva una più grande capacità di distinguere le cose rilevanti da quelle meno importanti. Così facendo, si è giunti all’individuazione del meccanismo che permette al nostro cervello di evitare le distrazioni.

“La distrazione è una delle cause principali di incidenti e morti, alla guida e non solo. Spesso – dichiara John McDonald, che ha condotto la ricerca – i dispositivi elettronici con cui ci confrontiamo ogni giorno sono fatti proprio per attirare l’attenzione, per distrarci”. Tra questi, come non ricordare i telefonini o i navigatori satellitari, molto spesso causa di grande sbadataggine proprio al momento della guida. C’è chi riesce a resistere al loro richiamo, rimanendo nonostante tutto piuttosto concentrato, e chi, invece, finisce puntualmente per distrarsi ai segnali da questi dispositivi emessi, finendo per mettere a repentaglio la propria vita.

Ma ecco che conoscere i meccanismi attraverso il quale il nostro cervello riesce a evitare le distrazioni può rivelarsi un grande aiuto in tal senso. Non solo questo. La scoperta potrebbe rivoluzionare, anche, l’approccio e la cura di alcuni problemi legati all’attenzione, abbastanza riscontrabili nei più piccoli. Per fare solo alcuni esempi, basti ricordare l’iperattività o le difficoltà di apprendimento provocate, per l’appunto, da un’incapacità di rimanere focalizzati.