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Una volta lontani dalle gare, molto spesso gli ex atleti non riescono a condurre una vita normale, finendo per cadere nell’anonimato se non addirittura nei vortici della depressione. Così, in Russia, si è deciso di avviare un master universitario – presso un’università che si trova a Sochi – per offrire loro una nuova prospettiva di vita, puntando sull’istruzione e sulla riqualificazione professionale. Un modo per rilanciare la loro esistenza, dopo anni spesi in allenamenti e competizioni.

L’International Olympic University – questo il nome dell’università degli ex atleti, che si trova sul Mar Nero – è stata fondata tre anni fa, nell’ambito dell’organizzazione delle Olimpiadi invernali del 2014. Oggi, tra i 22 iscritti che seguono il master in Management rivolto a chi ha chiuso con la carriera agonistica, si contano anche alcuni grandi campioni che hanno tenuto alto il nome della Russia. Le attività didattiche comprendono seminari e corsi professionali e la prima settimana di lezioni è stata dedicata alla formazione di funzionari e organizzatori olimpici.

Tale iniziativa realizza il sogno della campionessa e olimpionica russa Yelena Isinbayeva (nella foto), che dopo Londra 2012 aveva chiesto al governo del suo Paese corsi di riqualificazione professionale per ex atleti in pensione, così da incoraggiarli a trovare un nuovo senso alla loro esistenza. “Fino a ora non si era visto nulla del genere in Russia. È fantastico – dichiara Olga Brusnikova, tre volte campionessa olimpionica nel nuoto sincronizzato – avere un progetto che consenta agli atleti di avere nuove competenze e prospettive, nuovi orizzonti. Per noi che abbiamo dedicato la vita allo sport, è molto importante”.

Prima che venisse lanciato il master russo, in altri Paesi esistevano già dei programmi per migliorare la vita degli ex sportivi e campioni. D’altra parte, secondo un recente studio condotto dall’Università di Goteborg su alcuni partecipanti alle Olimpiadi di Pechino 2008 e a quelle invernali di Vancouver 2010, un’alta percentuale di loro ha difficoltà a condurre una vita normale, poiché possiede qualità prettamente sportive – quali, ad esempio, l’egocentrismo e il perfezionismo – poco adatte per la vita in famiglia o in altri tipi di situazioni lavorative.