guerriglia roma

Una giornata di tensioni, scontri e guerriglia urbana quella che si è conclusa ieri a Roma, il cui bilancio ha mostrato tutta la sua gravità già nella serata, quando i cortei si sono sciolti e gli allarmi nel centro della città sono rientrati. Mentre proseguivano manifestazioni anche nel resto delle città italiane, i cortei pacifici nella città di Roma hanno poi affiancato proteste più accese e violente, scatenate soprattutto dopo le 12 al giungere della notizia del voto di fiducia al governo.

Il ministro della Difesa La Russa ha parlato di una cinquantina di agenti feriti negli scontri, condotti sia con mezzi organizzati, tra cui mazze e caschi da moto dagli studenti sia con mezzi di fortuna tra cui paletti o transenne, che la polizia ha tentato di arginare con lacrimogeni e manganellate. La tensione è nata dalla rabbia degli studenti ai quali era impedito con un dispiego di autorità e mezzi blindati eccezionale, di raggiungere la cosiddetta “Zona rossa”, ovvero l’area che circondava Senato e Montecitorio per difenderli dall’assalto della folla.

Il bilancio dei ragazzi è di circa 41 fermati per ora, in attesa di eventuali identificazioni, e di un numero di feriti ancora non ufficiale, tra ragazzi colpiti dalle cariche o nella folla che lanciava oggetti dando fuoco ad alcuni cassonetti e automobili e rompendo vetri di alcuni negozi.

“Roma oggi è stata offesa dalla violenza come non avveniva da molti anni a questa parte – ha commentato il sindaco della Capitale  Gianni Alemanno – e non dobbiamo tornare agli anni ’70. Tutte le istituzioni facciano muro contro questa azione violenta perché non è più tollerabile una cosa di questo genere”. Il segretario Pd Bersani ha chiesto chiarimenti al ministro dell’Interno Maroni: “è intollerabile e incredibile che dentro manifestazioni abbiano trovato spazio e siano riusciti a inserirsi teppisti, violenti e black block ben riconoscibili, e che sia stato possibile produrre devastazioni in pieno centro a Roma”. Il ministro ha replicato invece esprimendo apprezzamento per l’equilibrio nella gestione della pubblica sicurezza.