riforma risparmi

La nuova riforma dell’università comporterà con tutta probabilità un risparmio di decine di milioni di euro. Questo il dato aggregato emerso dalla relazione tecnica sulla riforma Gelmini realizzata a fine anno dal Servizio bilancio dello Stato, tesa ad evidenziare l’ottimizzazione e il recupero delle risorse ottenuto dalla legislazione appena papprovata.

Tra tagli ai diparimenti, nella maggior parte dei casi aggregati in uno o più conglomerati, fusione di atenei per far fronte ai bilanci in rosso, e il ridimensionamento degli aumenti di stipendio dei professori, sottoposti a requisiti di merito, la nuova riforma sarebbe infatti protagonista di un consistente risparmio di risorse economiche.

Scendendo nel dettaglio, la fusione degli atenei, che segue una logica di “efficacia ed efficienza dell’attività didattica”, produrrebbe da sola il risparmio di 30 milioni di euro, una cifra ottenuta stimando che il 15% delle università ricorrerà alla possibilità di aggregarsi in soggetti federati, incrociando questo dato con il costo medio di gestione delle strutture che ammonta a 16 milioni di euro.

I tali ai dipartimenti porteranno invece a un risparmio atteso ancora più cospicuo, di 35 milioni di euro, che prevede per le 700 unità dislocate nei vari atenei italiani un intervento soprattutto sul personale e sull’organico, che dovrà essere proporzionato al numero di dipendenti dell’università, in un numero comunque non inferiore ai 35 dipendenti.

Ulteriori risorse deriveranno infine dalla revisione del sistema di scatti salariali previsti, fino ad oggi su base biennale, per i docenti. Gli aumenti arriveranno infatti ogni 3 anni, e saranno subordinati alla valutazione di qualità dei docenti. È proprio in tema di valutazione che la riforma prevede di attuare, con urgenza, l’Agenzia di valutazione Anvur, che sarà chiamata a stabilire i parametri di merito sia per le università che per studenti e docenti. Si attende invece nei prossimi giorni, a stretto giro, il regolamento attuativo che riguarda il reclutamento del corpo docente.