gelmini riforma senato

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Il Senato ha ripreso ieri in mano il ddl Gelmini sull’università e la ricerca. Il provvedimento, a cui sono stati destinati più di 400 emendamenti, accelera la sua corsa verso la riforma, e nella seconda tappa della settimana decisiva al Senato viene spinto dalla Conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama, che hanno comunicato che entro domani ci sarà il via libera al disegno di legge.

E’ prevista infatti per stamattina dalle 9.30 la sessione delle votazioni agli emendamenti al ddl Gelmini. ”Ho valutato con attenzione gli emendamenti presentati – è intervenuto il Ministro Gelmini nella replica conclusiva della giornata di ieri nella discussione generale in Senato –  ed esprimerò parere favorevole su tutti quelli che rafforzano l’impianto meritocratico del provvedimento”.

Sebbene le manovre di azione sul ddl abbiano ormai poco spazio disponibile, è lo stesso ministro a dichiarare che la questione dei fondi statali c’è, ma, ricorda, per il 2010 c’era stato “un taglio di 672 milioni ridotto grazie alle risorse, che ammontano a 400 milioni recuperati in Finanziaria”.

Chiedo con forza fondi e investimenti – ha aggiunto – ma abbiamo il dovere di guardare in faccia alla realtà”,  chiamando in causa i gravi dissesti finanziari degli atenei, l’irresponsabilità nei bilanci e una razionalizzazione delle risorse inesistente.

Nella replica sia il relatore Valditara che il ministro Gelmini hanno ammesso che la riforma è monca senza la restituzione del taglio di un miliardo e 300 milioni di euro. È intervenuto inoltre il senatore Antonio Rusconi del Pd, dichiarando che in sede istituzionale non si può chiedere “un atto di fede” nei confronti della riforma, ma servono promesse  concrete per “recuperare un po’ di risorse”.