open source

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Una ricerca interamente dedicata all’open source, e ai nuovi modi di condividere la conoscenza e le informazioni. Si tratta di un volume realizzato da alcuni esperti dell’Università di Cagliari, dell’Università di Pisa, e dell’Università del Molise, che proprio nell’ateneo sardo hanno presentato la loro ricerca come un primo passo per innovare la trasmissione della conoscenza.

Al centro dello studio i concetti di “open source“, “copyleft” e “riuso”. Tutte tecniche diffuse soprattutto nel mondo dell’informatica, ma che stanno trovando diverse applicazioni nell’intero settore della conoscenza, sostituendo così la tradizionale concezione di proprietà e diritto d’autore.

Nel volume intitolato “Contenuti aperti, beni comuni”, i ricercatori sottolineano il valore aggiunto della conoscenza condivisa per la collettività. Avere la possibilità di considerare la conoscenza come bene comune, nell’Istruzione come nella Pubblica Amministrazione, spiegano, significa rispondere in un certo senso alla crisi dell’economia con cui ci troviamo a fare i conti.

Il significato principale della ricerca è quello di aver riconosciuto la tecnologia open source come indispensabile alla diffusione della cultura. Tra le applicazioni delle nuove norme di accesso alla conoscenza, il volume riporta alcuni “case studies”. Tra questi l’esperienza di alcune amministrazioni pubbliche nel passaggio da un sistema chiuso a un sistema di accesso aperto e libero alle informazioni.

Il volume, pubblicato da uno spin-off universitario, è liberamente scaricabile online.