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sapienza niente stipendi 2010

Niente stipendi nel 2010, se il governo continua la politica dei tagli all’Università. Pesante l’allarme lanciato ieri dal Rettore della Sapienza di Roma, nel discorso di inaugurazione dell’anno accademico.

Si fa sempre più concreta, insomma, l’ipotesi che i tagli ai finanziamenti previsti dal governo per il biennio 2010-2012 metteranno in ginocchio gli atenei italiani, a cominciare dalla prima università di Roma.

In altre parole, non ci sarà più modo di assumere un ricercatore, né di finanziare i dottorati di ricerca o di migliorare le attrezzature. E il Rettore della Sapienza, Luigi Frati, ci ha tenuto a sottolineare come è proprio da questi elementi che la ricerca scientifica trae gli stimoli più forti e contribuisce a rendere competitivo il paese. Per l’ateneo capitolino, insomma, si prospettano tempi difficili.

La Sapienza, ha spiegato il rettore, ha già «un deficit di bilancio e un bilancio preventivo quindi non approvabile» questo richiederà di ricorrere a una «gestione provvisoria per il primo trimestre 2010, per poi chiedere al governo l’invio di un commissario».

Ma il rischio di commissariamento non è il solo, ha spiegato il Rettore. Il problema più grave a cui si va incontro sarà infatti il blocco del ricambio generazionale, e la perdita dei ricercatori migliori che fuggiranno altrove.

L’allarme lanciato ieri dal Rettore della Sapienza, è sicuramente un messaggio che ha implicazioni più ampie. Quello dell’ateneo capitolino, infatti, non rappresenta certo un caso isolato. «I tagli previsti e sinora non corretti non sono sopportabili da parte di nessuna università», ha precisato Frati. La politica dei tagli insomma sarà insostenibile per tutti.