Proteste studenti

Sit-in degli studenti dell’Udu e della Rete questo pomeriggio davanti alla sede del Miur a Roma per protesta contro un modello di istruzione che disincentiva i giovani e accentua le differenza tra ricchi e poveri. La mobilitazione per il diritto allo studio delle due sigle degli studenti medi e universitari, che ha visto come potagonisti numerosi giovani provenienti da tutta Italia, inaugura la serie delle manifestazioni, “pacifiche e nonviolente” tengono a ribadire gli organizzatori, che scandiranno il prossimo mese.

4 novembre – La Rete della conoscenza lancia una provocazione in concomitanza con la giornata dedicata alle forze armate e annuncia cortei, sit-in, assembleee e altre tipologie di mobilitazione dentro e fuori le scuole. “Chiediamo che si taglino le spese militari e si dirottino le risorse al diritto allo studio e all’edilizia scolastica. In quei giorni a Nizza la società civile si incontrerà per contestare il G20 in programma a Cannes e le manifestazioni indette dalla Rete della conoscenza faranno sentire l’indignazione dei movimenti italiani nei confronti di “venti potenti della Terra che decidono della vita di sette miliardi di persone” sulle cui spalle ricadono i guasti provocati da anni di scelte antidemocratiche.

9 novembre – Un’altra giornata di mobilitazione in vista del 17. Oggetto delle manifestazioni previste in tutta italia, un tema molto sentito dal mondo dell’istruzione ma spesso sottovalutato dalla politica e dai media: quello delle pessime condizioni dell’edilizia scolastica e dell’esigenza di più alloggi per gli studenti universitari.

11 novembre – Organizzazioni sindacali le associazioni universitarie, in occasione dell’inizio del nuovo anno accademico, promuovono una giornata di mobilitazione nazionale contro i tagli, il blocco del reclutamento, l’espulsione dei precari e la riduzione dell’offerta didattica. Le sigle che hanno proclamato la giornata di mobilitazione evidenziano il rilievo che l’alta formazione e la ricerca assumono negli altri Paesi europei e nelle cosiddette economie avanzate, mentre in Italia – dicono – “è sempre più evidente la volontà di cancellare definitivamente l’università statale, sede di didattica e di ricerca di qualità”.

17 novembre – L’Unione degli universitari si mobilita con lo slogan “Vogliamo un mondo all’altezza dei sogni che abbiamo” in occasione della Giornata mondiale per il diritto allo studio. Per l’udu i 180 milioni messi recentemente a disposizione dal governo con la legge di stabilità per le borse di studio non sono sufficienti. L’organizzazione studentesca contesta in particolare quello che ormai è diventato un fenomeno tutto italiano: il caso delle migliaia di studenti idonei a ricevere una borsa ma “non beneficiari”. Vale a dire che i meritevoli e bisognosi sono molti di più rispetto ai fondi disponibili.