scontri milano 22 dicembre

Si segnalano a Milano i primi scontri e le prime proteste più “accese” di questa giornata di mobilitazione nazionale contro l’approvazione del ddl di riforma Gelmini. In concomitanza con i cortei che hanno “assediato” pacificamente la Capitale, nel capoluogo lombardo gli studenti si sono diretti in più di 300 verso uno dei quartieri più multietnici, seguendo un corteo non autorizzato che le forze dell’ordine hanno tentato di bloccare.

Gli studenti non si sono però fermati e hanno continuato il percorso verso via Padova con uno striscione in testa al corteo: “Siamo tutti in-daspo-nibili. Contro il profitto, fiducia nel conflitto”. Partiti dalla Statale, i manifestanti sono stati così fermati da una decina di poliziotti anti-sommossa, che all’opposizione del corteo hanno replicato con cariche e manganellate, scontri che hanno provocato la paralisi del centro con ripercussioni sul traffico in tutta la città.

Anche a Torino gravi i disagi per la circolazione, i cortei di studenti hanno infatti occupato le principali vie della città, presidiando anche per un breve lasso di tempo la sede della Banca Mediolanum, in corso Galileo Ferraris. È stato questo il momento, oltre all’assedio della sede del Pdl che ha visto gli studenti impegnati in lanci di uova, fumogeni, e farina. Altre tensioni si sono invece registrate a Palermo, in cui circa mille studenti, alcuni con caschi e altri impegnati nel “book block” (copertine di polistirolo riportanti opere di celebri autori), hanno tentato l’irruzione nel palazzo d’Orleans sede della presidenza della Regione, dove però ad attenderli c’era un gruppo di agenti antisommossa che hanno tentato di bloccare l’ingresso e il lancio di oggetti.

Una forma “originale” di protesta, che si aggiunge alle altre iniziative creative degli studenti, è quella degli studenti di Venezia che hanno simulato un “sequestro” dell’università contro i rettori veneziani, chiudendo con dei lucchetti più di dieci porte delle sedi universitarie.