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Studenti de La Sapienza in protesta contro le sanzioni che alcuni si sono visti comminare per gli errori commessi nella compilazione online del modulo ISEE. Le ammende arrivate sono pari fino a 50 volte l’importo che gli iscritti non hanno corrisposto all’ateneo, per cui ci si ritrova a dover pagare anche 2.500 euro per un errore di appena 50. Gli studenti non ci stanno e da ieri mattina hanno iniziato uno sciopero della fame e della sete che andrà avanti finché il rettore non li convocherà per affrontare seriamente la questione.

In particolare, gli studenti de La Sapienza sanzionati lamentano di essere stati indotti all’errore dal sistema telematico di compilazione dell’ISEE adottato a partire dal 2010 con l’intento di velocizzare e semplificare le procedure. La protesta, precisano, non è contro il pagamento delle multe in sé, quanto piuttosto contro i criteri adottati per calcolare il loro ammontare: “vogliamo che il rettore affronti il problema e rimoduli la sanzione secondo criteri di proporzionalità, come avviene nelle altre università”, scrivono su Facebook i membri di “Sanzione Sapienza”, gruppo nato proprio nel 2010.

Le sanzioni a seguito degli errori riscontrati nella compilazione del modello ISEE telematico arrivano ogni anno a circa un migliaio di studenti dell’ateneo più grande d’Italia, sotto forma di raccomandata nella quale si invita a mettersi al più presto in regola con i pagamenti per non incorrere nell’interruzione della carriera universitaria. La loro colpa? Quella di aver pagato meno tasse del dovuto. E, anche se in molti casi si tratta di scostamenti annuali poco considerevoli (meno di 100 euro all’anno), spesso viene richiesto di versare somme a quattro cifre per sanare la propria posizione.

Quella attuale non è la prima protesta finalizzata a una revisione degli importi delle ammende comminate a chi ha commesso errori nella dichiarazione ISEE. Già da un paio d’anni gli studenti dell’Università La Sapienza destinatari delle sanzioni cercano di spingere il rettore Luigi Frati a intervenire sulla questione. Fino ad oggi, però, senza successo.