gilet catarifrangente protesta precari catania

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Un gilet fosforescente da indossare durante le sedute di laurea. Così hanno protestato i precari della Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Catania contro il ritardo della pubblicazione dei nuovi bandi relativi agli insegnamenti.

Da lunedì scorso, durante le sedute di laurea, ricercatori e docenti a contratto dell’ateneo siciliano sopra la toga hanno messo la casacca catarifrangente, la stessa prevista dal codice stradale per risultare visibili al buio in caso di incidenti o guasti al motore.

Il gesto del personale universitario di Catania era volto soprattutto a rendere visibile una condizione spesso dimenticata perché sommersa.

«Una realtà fatta da 38.985 docenti a contratto (dati ufficiali MIUR ultimo aggiornamento 2008), che a fronte dell’intero corpus dei docenti strutturati dell’università italiana (62.768) rappresentano quasi il 40 per cento del totale delle docenze» si legge nel comunicato firmato Coordinamento Precari della Ricerca e Coordinamento Precari Università Flc-Cgil.

L’iniziativa ha sicuramente una valenza nazionale, ma non è un caso che a protestare in maniera così decisa siano stati proprio i ricercatori e i docenti della Facoltà di Lingue di Catania. Qui, stando a quanto affermano i promotori della protesta, il 57 per cento del totale del corpo docente è costituito da docenti a contratto.

«Abbiamo deciso di manifestare pubblicamente, in maniera altamente visibile, il nostro essere parte integrante di questo sistema, e di esserne anche risorsa irrinunciabile se non necessaria alla sopravvivenza stessa» affermano i precari della protesta, che oltre al fatto di essere riconosciuti come indispensabili al sistema di cui fanno parte, chiedono maggiori diritti sul lavoro e nella vita. Primo fra tutti quello di costruirsi un futuro.