Rapporto Federconsumatori costi atenei

Rapporto Federconsumatori costi atenei

Università più care al Nord e più meritocratiche al Sud, almeno per quanto riguarda il pagamento delle tasse. È quanto emerge dall’indagine appena diffusa dall’Osservatorio Nazionale sui consumi di Federconsumatori. Secondo il “Primo rapporto nazionale sui costi degli atenei italiani” appena reso noto dall’associazione, infatti, le università delle regioni settentrionali hanno tasse studentesche più alte del 13,13% rispetto alla media nazionale se si considera la fascia di reddito più bassa.

Se si considera invece la fascia di reddito maggiore, allora la differenza rispetto agli altri atenei italiani sale a quasi il 32 per cento. Ancora più evidente è poi il divario Nord-Sud: le università settentrionali hanno tasse più alte del 25,27% rispetto agli atenei meridionali per quanto riguarda le fasce minime di reddito. Una differenza che arriva fino all’88,87% nel caso dei redditi più alti.

La più cara e la più economica? In cima alla lista degli atenei con le tasse più alte c’è l’Università di Parma dove gli studenti che rientrano nella prima fascia di reddito pagano rette annuali di 865 e 740 euro rispettivamente per le facoltà scientifiche e umanistiche. Si tratta del 71 per cento in più rispetto alla media, spiega Federconsumatori. Prima tra gli atenei ‘economici’, invece l’Università di Bari che diminuisce l’importo della rata per merito.

Figli di papà. Un dato che emerge dal rapporto nazionale sui costi degli atenei, e che la stessa Federconsumatori definisce “a dir poco curioso” è che i figli degli operai pagano le stesse tasse di quelli di macellai, gioiellieri e albergatori. In pratica, spiega l’associazione, il reddito di buona parte dei lavoratori autonomi in Italia (35,4 per cento) risulta essere inferiore ai 10mila euro.