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Una mano artificiale per l’uomo direttamente controllata dal sistema nervoso. A questo importante risultato, prima assoluta mondiale, è arrivata l’Università Campus Biomedico di Roma con il contributo bioingegneristico dei fondatori dell’arto robotico, gli scienziati della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

All’ambizioso progetto chiamato “LifeHand” e finanziato con fondi europei per circa due milioni in cinque anni, hanno preso parte anche altri importanti istituti di ricerca europei.

Ad usufruire della nuova mano bionica, è un ragazzo di 27 anni Pierpaolo Petruzziello, il quale a causa di uno sfortunato incidente, ha perso gran parte del proprio braccio sinistro.

Ora finalmente Pierpaolo, grazie all’intervento degli scienziati del Campus Biomedico di Roma, potrà riacquistare l’uso dell’arto. La mano bionica è stata infatti collegata al cervello grazie a degli elettrodi che fanno da interfaccia per la trasmissione dei comandi. In questo modo il sistema nervoso di Pierpaolo potrà trasmettere alla mano diversi comandi e sensazioni tattili.

Gli scienziati del Campus Biomedico di Roma si ritengono altamente soddisfati per l’ottimo risultato ottenuto. A tal proposito Vincenzo Denaro, chirurgo ortopedico del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e responsabile del team che ha operato Pierpaolo Petruzziello ha detto “La mano biomeccatronica si muove come se fosse normale. Effettua i movimenti impartiti dal cervello in pochi millesimi di secondi”.

Il progetto “LifeHand” è stato presentato martedì 2 dicembre al Campus Bio-Medico di Roma, alla presenza di quasi tutto il team di ricerca e anche di Pierpaolo Petruzziello.

Grazie agli sforzi del team dell’Università Campus Biomedico di Roma e a quello della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Pierpaolo non vede l’ora che la mano robotica, sperimentata soltanto per un mese, possa finalmente diventare realmente sua.

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