Giuliano Volpe

Anche l’Università di Foggia ha il suo nuovo statuto approvato il 29 giugno dopo una serie di passaggi prescritti dalla legge 240/2010. Il via libera del senato accademico giusto a dieci giorni da quello del cda, è arrivato con soltanto due astensioni. La novità più rilevante dal punto di vista dell’assetto organizzativo è il passaggio da sei facoltà e 12 dipartimenti a 6 dipartimenti soltanto: uno snellimento imposto dalla nuova normativa e applicato anche dagli altri atenei che hanno concluso l’iter di approvazione della “carta costituente”.

L’altra novità riguarda invece gli organi di governo dell’ateneo, rispetto ai quali è stata definita più nettamente la redistribuzione di ruoli, competenze e responsabilità. L’indirizzo politico e il ruolo di sintesi tra le componenti dell’ateneo è affidato al senato accademico, “snellito” da 39 a 24 membri, che può arrivare anche a proporre una mozione di sfiducia nei confronti del rettore quando i suoi atti ledano gravemente gli interessi dell’università.

Ad attuare le direttive politiche del senato sarà il consiglio di amministrazione, responsabile della gestione e dell’efficienza della macchina universitaria. Anche in questo caso si restringe la composizione, da 22 a 10 componenti. Introdotta anche la figura del direttore generale, con potere di gestione dei servizi e del personale, e confermata la Consulta di ateneo, organo di coinvolgimento delle realtà territoriali.

Il rettore, infine, eletto tra docenti ordinari non più solo dell’Università di Foggia, ha la responsabilità del “perseguimento delle finalità” dell’ateneo e garantisce a libertà d’insegnamento e di ricerca. Il suo mandato dura sei anni e non è immediatamente rinnovabile. Anche in questo caso, come a Genova, il voto degli amministrativi è “pesato”, vale cioè il 6,5% del numero dei professori e dei ricercatori votanti. Tra le novità statutarie anche un riferimento alla Federazione tra atenei in programma con le altre università della regione, quelle della Basilicata e del Molise.

Ora manca soltanto il via libera del Miur, da cui si attendono osservazioni entro 120 giorni, per la piena operatività dello statuto, ma la fase più impegnativa – spiega il rettore dell’ateneo foggiano, Giuliano Volpe – arriva proprio dopo l’ok ministeriale, quando dovranno andare “a regime” i sei dipartimenti e i nuovi organi di governo. Il rettore tiene a sottolineare “i tempi e i modi con i quali è stato predisposto ed approvato” lo statuto, e rivendica di aver proceduto con “ampia partecipazione democratica e, al tempo stesso, con contributi competenti e rigorosi”.

Il rettore Ha anche replicato con una missiva agli studenti del Link-Kollettivo che avevano giudicato antidemocratica l’impostazione del nuovo statuto. Volpe si è detto “amareggiato” per gli epiteti con cui è stato definito, “re-ttore” e “assassino della democrazia”. Rispondendo punto per punto alle accuse mosse dal collettivo studentesco il terrore ha poi concluso dicendo che a suo avviso “la stragrande maggioranza dei 12.000 studenti foggiani” ha a cuore questioni più concrete che non le accuse ideologiche che gli sono state mosse.