Fabrizio Tamburini

Il Belpaese non riconosce il merito. E la storia di Fabrizio Tamburini, quarantasettenne ricercatore precario dell’Università di Padova, conferma la tanto discussa questione. Tamburini, che guadagna 1.300 euro al mese e non ha neanche il “conforto” di un contratto a tempo indeterminato, grazie a una sensazionale scoperta sulla rotazione dei buchi neri metterà alla prova la Teoria della relatività di Albert Einstein. Ne dà notizia l’ultimo numero della rivista scientifica “Nature Physics”.

Il primo commento “italiano” alla questione viene dal mondo non universitario. La Cigl della Regione Veneto, infatti, denuncia il declino del sistema accademico italiano e segnala che la problematica riguarda di certo Tamburini, ma anche altre centinaia di giovani e donne coinvolti nella ricerca universitaria nostrana.

Tamburini, che era dottore di ricerca nell’Istituto di Cosmologia di Portsmouth in Inghilterra, spiega di essere tornato a Padova solo perché obbligato da problemi familiari. E che ora sta seriamente pensando di ritornare all’estero, perché in Italia per lui non si prospetta alcuna possibilità futura. Aver capito “che un buco nero rotante causerebbe una torsione nella luce che vi passa accanto, generando delle vorticità di fotoni e che ciò permetterebbe di evidenziarne il moto di rotazione, aiutando a risolvere questioni astrofisiche d’avanguardia” di certo non gli aprirà la strada.

Tutto questo nonostante scienziati come Robert Williams dello Space Telescope Sciencie Institute e Saul Teukolsky della Cornell University abbiano definito la scoperta di Tamburini come una delle più importanti dell’ultimo secolo. Lo scienziato italiano però è modesto, e nemmeno di fronte a tali riconoscimenti si scompone.

Anzi, condivide il merito della scoperta con i suoi colleghi, altri quattro ricercatori, due dei quali ancora precari. Ora resta da capire perché Tamburini rimane precario. Il mistero è forse più fitto di quello dei buchi neri e nemmeno uno scienziato del suo livello sarà in grado di spiegare questo fenomeno tutto italiano.