Studenti nigeriani protestano per acqua e luce

Tasse alle stelle? Tagli? Democrazia accademica? Macché, in Nigeria c’è chi scende in piazza per questioni più fondamentali: l’acqua e l’energia elettrica. Gli studenti dell’Università di Ibadan hanno marciato in centinaia giovedì scorso per protestare contro l’inadeguatezza dei servizi idrici e della fornitura di energia elettrica all’interno del campus.

La manifestazione, partita alle prime ore del mattino, è stata inizialmente pacifica per assumere poi toni più violenti quando gli studenti in agitazione hanno preso a picchettare i colleghi che invece volevano regolarmente partecipare ai corsi, impedendo loro di accedere alle aule e bloccando il traffico di moto e auto all’interno del campus, con la chiusura dei cancelli esterni.

A far scattare la mobilitazione è stata l’intermittenza della fornitura di energia elettrica nelle ultime tre settimane, che secondo gli studenti rende difficile lo studio. L’unione degli studenti aveva chiesto ai vertici dell’istituto, nei giorni precedenti, di aumentare a sei ore giornaliere la fornitura elettrica, ma il rettore Prof Isaac Adewole ha risposto negativamente: non esistono le condizioni per incrementare il servizio che attualmente grazie a dei gruppi elettrogeni alimentati a gasolio fornisce 2 ore di elettricità la notte e 1 durante il giorno. Naturalmente la mancanza di elettricità si riverbera sulla carenza d’acqua, che non può essere pompata nel sistema idrico del campus.

Il diniego del rettore ha fatto dunque esplodere la protesta. Oltre a bloccare il campus, gli studenti hanno raggiunto, anche predendo il controllo di alcuni taxi, gli uffici della Power Holding Company Nigeria (Phcn) per protestare sotto alle finestre dell’azienda responsabile della copertura elettrica del Paese.

Dall’unione dei lavoratori dell’ateneo arriva un invito alla calma per evitare la chiusa dell’università. Secondo il rappresentante Ademola Aremu l’università spende tra i 10 e i 12 milioni per la fornitura tramite la Phcn, ma spende altri 40 milioni in gasolio per i gruppi elettrogeni. I lavoratori che vivono nel campus devono spendere di tasca loro 1.000 naire (moneta locale) al giorno per generare elettricità autonomamente.