manifestazione nazionale studenti 8 ottobre 2010

manifestazione nazionale studenti 8 ottobre 2010

Contro la riforma dell’Università e i tagli alla scuola pubblica. Oggi studenti universitari in più di 80 piazze d’Italia al fianco degli studenti medi nella prima grande mobilitazione autunnale. Torna l’Onda e i giovani studenti italiani sono scesi in strada per riprendersi il futuro che qualcuno sta cercando di soffiare loro sotto al naso. Così recita anche lo slogan al centro delle manifestazioni degli studenti programmate per oggi 8 ottobre: “hanno rapito il nostro futuro, riprendiamocelo”. Milano, Roma, Palermo, Torino, Bologna, Aosta, Napoli, Perugia, e tante altre le città coinvolte.

Non solo grandi centri ma anche la provincia è attraversata da questa ondata che vede in piazza migliaia di studenti mobilitati contro la repentina approvazione del disegno di legge di riforma dell’università. Siena, Livorno, Viareggio, Canicattì, Salemi, Piacenza, Termini Imerese, Ferrara. Per dirne alcune.

Sono 90 i cortei in tutta Italia che marciano al grido di “riprendiamoci il futuro”, “cambiare ora” e “noi la crisi non la paghiamo”, secondo quanto diffuso da Unione degli studenti e Coordinamento universitario Link. Circa 80 le piazze coinvolte secondo quanto comunicato alla vigilia della giornata di mobilitazione nazionale che vedrà anche un’ora di sciopero indetta dalla Flc-Cgil.

I primi bilanci degli organizzatori parlano di una “grande partecipazione” non solo nelle metropoli ma anche in provincia: 30mila studenti a Torino, 15mila a Milano, 15mila a Bologna, 20mila a Firenze, 5mila a Perugia, 2mila a Genova. Oltre 6mila studenti in città minori come Genova, Siena, Cosenza e Catanzaro. A Roma la manifestazione più grande.

Tantissimi gli striscioni e gli slogan utilizzati dai ragazzi per manifestare il loro dissenso nei confronti delle politiche del Governo in materia di università e scuola: “SPQR: saranno precari questi ragazzi”, “chi apre una scuola chiude una prigione”, “stella ciao”, “ridateci il futuro”, “questa crisi non la paghiamo”, “la scuola è un bene comune”.

E poi metafore cucite addosso: caschetti gialli, maschere bianche, occhi bendati, rotoli di carta igienica a simboleggiare la precarietà, la presa di coscienza collettiva, la consapevolezza di essere invisibili, la scuola a rotoli. A Torino un gruppo di studenti travestiti da pagliacci ha distribuito “borse di studio vuote”.

Manifestazione pacifica e pochi scontri, in tutta Italia. Secondo quanto riportato dai testimoni qualche tensione c’è stata a Torino, con il lancio di alcuni fumogeni e bottiglie contro la polizia, petardi e fumogeni anche a Genova e Milano, qui davanti alla Statale ci sarebbe stato un corpo a corpo tra studenti e polizia.