udu elezioni università 2010

Tra gli scontri politici e il divieto di volantinaggio, la campagna elettorale per le elezioni studentesche del 6 e 7 maggio dell’Università di Torino prosegue in un clima tutt’altro che sereno.

A scatenare polemiche e tensioni, il controverso ingresso – che deve ancora essere autorizzato dall’apposita Commissione – dei venti candidati della lista Arcadia,: i “fascisti del terzo millennio”, come ha ammesso il leader ventiduenne Federico Depretis all’edizione torinese di Repubblica.

“Se siamo fascisti? Sì, ma fascisti del terzo millennio” – ha dichiarato Depretis al quotidiano – “non faremo un passo indietro su questo punto, abbiamo diritto di agibilità politica, come gli altri”.

All’osservazione sul fatto che l’apologia fascista sia vietata dalla Costituzione, il giovanissimo leader ha risposto: “si cita il fascismo solo in una disposizione transitoria della Costituzione, e si capisce che in quegli anni si potesse temere una riorganizzazione del partito fascista; oggi sono passati sessant’anni”.

Come illustrato da Depretis, la lista Arcadia difende “il diritto alla proprietà, al lavoro e alla maternità” e, pur rifiutando la xenofobia ed il razzismo, è contraria a “l’immigrazione di massa, che pensiamo sia una forma di sfruttamento: siamo per l’Europa imperialista con il rispetto delle diversità culturali”.

I venti studenti candidati per la lista Arcadia provengono da diverse Facoltà, in particolare da Giurisprudenza, e si presentano per la prima volta alle elezioni universitarie, dichiarando di non avere nulla a che fare nemmeno con il Fuan: “Non parliamo la stessa lingua, loro hanno un legame forte con il governo, noi siamo extraparlamentari, per certi aspetti ci sentiamo a volte più vicini all’estrema sinistra, che ha con noi qualche esperienza in comune”.

I punti di riferimento della lista Arcadia sono invece Casapound e Blocco studentesco.

Il Rettore Ezio Pellizzetti ha rimandato la “legittimità” del movimento in questione alla Commissione elettorale che ha il compito di valutare l’ammissibilità delle varie liste, ricordando che esistono regole sull’idoneità e che “sia giusto vedere quale consenso questo gruppo abbia tra gli elettori”, perché “a volte escludere qualcuno significa legittimare certe posizioni”.