Laurea ad honorem a Benigni, polemica su Facebook

La Laura honoris causa conferita dall’Unical a Roberto Benigni diventa motivo di polemica su Facebook. La testa del premio Oscar nostrano sarà cinta ancora una volta d’alloro, domani all’Università della Calabria in occasione dei quarant’anni dell’ateneo, e suscita la polemica “a fil di rete” partita dalla lettera aperta a Benigni condivisa su Facebook da Francesco Rende, giornalista e studente all’Unical.

Nulla da eccepire sul “curriculum vitae et studiorum” del laureando ad honorem, il cui lavoro “ha fatto sì che tutti, improvvisamente, riscoprissero Dante“. Nel mirino c’è piuttosto la mano che porge al nostro il titolo onorifico, quella di Giovanni Latorre, rettore dell’ateneo da più di un decennio. Già, perché “chi indosserà l’ermellino dinanzi a te – scrive Francesco Rende rivolgendosi a Benigni – è sul trono da un po’ di tempo, precisamente dal 1999, e non ne vuole sapere di lasciare il suo posto”. Un po’ troppo, sembra voler dire Rende, per chi come Benigni ha fatto propria la bandiera di Dante, “maestro del libero pensiero” che con i tiranni non andava certo a braccetto.

E qui scatta l’appello: “regala la tua lectio agli studenti”. L’inaugurazione del nuovo anno accademico con la lectio magistralis dell’attore toscano si terrà infatti tra le mura dell’università e i posti disponibili sono stati esauriti nell’arco di pochissime ore. “Proprio i tuoi colleghi di università, caro laureando, non potranno assistere a questa tua lezione – scrive Francesco su Facebook – Se nessuno vuole fare un regalo a questa università che compie 40 anni, ma che nonostante l’età è ancora lontana dalla maturità, fallo tu: chiedi di poter tenere la tua lectio magistralis all’aperto“.

Non è dato sapere se e cosa risponderà Benigni a questa istanza tanto accorata: di certo in rete i colleghi mostrano il loro appoggio su tutta la linea alla lettera, pubblicata anche su “Il Quotidiano della Calabria”. “Caro Francesco – commenta Enrico – la tua nota rappresenta pienamente il sentimento di molti degli studenti dell’Unical. Un sentimento che capisco perché, se festa deve essere, i primi invitati devono essere gli studenti”. E c’è anche chi si lascia andare ai dantismi, come Vincenzo: “Ahi serva Unical, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”.