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laureati lasciano famiglia

I giovani che riescono a lasciare la famiglia d’origine e a costruirsi un percorso di vita autonomo sono pochi, ma tra questi ci sono soprattutto laureati. A dirlo è l’Istat che ha condotto un’indagine in collaborazione con il Ministero del Lavoro intervistando un campione di individui tra i 18 e i 39 anni.

Dall’indagine, che considera il periodo 2003-2007, emerge che la permanenza prolungata dei giovani in famiglia è uno dei principali problemi del Paese. Questo per una serie di fattori economici, come il difficile accesso al mercato del lavoro e delle case, ma anche per motivi legati alla cultura italiana fortemente radicata nella famiglia.

I giovani che hanno lasciato la casa dei genitori tra il 2003 e il 2007 sono stati infatti pochi, il 20,8 per cento del totale. Il 79,2 per cento, invece, vive ancora con mamma e papà. Un risultato che conferma l’esistenza di un “esercito di bamboccioni” che estende la categoria dei giovani-figli fino ai 39 anni.

Tra i motivi della permanenza in famiglia oltre alle difficoltà economiche e ai comfort assicurati dai genitori, c’è sicuramente lo studio. Quasi il 24 per cento degli intervistati che non hanno lasciato la famiglia d’origine, infatti, dichiara di averlo fatto per terminare l’iter formativo. Si tratta soprattutto di studenti tra i 18 e i 29 anni, più donne (29,7 per cento) che uomini (19,6 per cento).

Tuttavia, dai dati diffusi dall’Istat emerge anche che più aumenta il titolo di studio più è alta la probabilità di lasciare la casa dei genitori. Il 43,7 per cento dei giovani con almeno la laurea, infatti, ha lasciato la famiglia di origine a fronte di un 15,6 per cento di studenti con al massimo la licenza media. Inoltre, per ogni cento giovani usciti di casa più della metà ha un diploma di scuola superiore e uno su cinque è in possesso di un titolo di studio più alto.

Tra i giovani rimasti in famiglia, invece, la quota dei laureati è molto bassa e non supera il 7,4 per cento. Insomma, stando all’ indagine Istat, i giovani italiani restano bamboccioni durante il percorso di studi universitari, ma non oltre la laurea.