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Se i lavoratori dormono male o soffrono di insonnia la produttività delle aziende cala vistosamente. Queste è ciò che emerge da una ricerca condotta dalla Medical School dell’Università di Harvard, che ha acceso i riflettori su un problema, quello della perdita di sonno, molto spesso trascurato, ma in grado di incidere pesantemente non solo sulla vita dei singoli. Secondo i dati forniti, infatti, le aziende americane perderebbero ogni anno oltre 60 miliardi di dollari a causa della stanchezza dei loro dipendenti.

Avere un sonno disturbato o insufficiente è un problema molto diffuso, che sta aumentando anche a causa dell’uso di dispositivi digitali (TV, computer, tablet, ecc.) prima di andare a dormire, in quanto la luminescenza degli schermi interferisce con la produzione di melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia. Negli Stati Uniti si stima che oltre 40 milioni di lavoratori non riposino a sufficienza e che il 23 per cento di questi soffra di insonnia (dati diffusi dai Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta). Tra coloro che non dormono abbastanza, ben il 74 per cento dichiara di subire a causa di ciò un calo di prestazioni sul lavoro.

I ricercatori di Harvard hanno tentato di quantificare il costo per le aziende di questo deficit di produttività da parte dei loro lavoratori, scoprendo che l’insonnia e i risvegli frequenti hanno fatto perdere alle imprese USA ben 63,2 miliardi di dollari nel solo 2011. Questa è una delle tante facce di un fenomeno noto Oltreoceano come “presenteeism” (presenzialismo), ovvero l’abitudine di recarsi comunque al lavoro nonostante si sia ammalati o non in perfetta efficienza, che è altrettanto controproducente del suol contrario. E può perfino essere pericoloso, se si pensa che chi lavora di notte o usa particolari macchinari, ad esempio, a causa della stanchezza può provocare incidenti molto gravi con danni alle cose e alle persone.

Numerose corporation americane si sono già rese conto di come l’insonnia e la stanchezza influiscano sulla produttività dei loro lavoratori e alcune hanno iniziato a tenere corsi dedicati all’igiene del riposo, nei quali si insegna a dormire nel modo corretto e per un tempo sufficiente. Ma non solo: diverse aziende stanno predisponendo degli appositi spazi per consentire ai dipendenti di schiacciare un pisolino se proprio ritengono di non riuscire a farne a meno. La speranza è che, terminata la pennichella, riprendano a lavorare con rinnovata energia rendendo di più in ciò che fanno. Una bella inversione di tendenza dopo che per anni era stata inculcato il culto dell’efficienza nonostante un numero ridotto di ore di sonno.