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Che per superare la crisi ci sia bisogno di ripartire dal Mezzogiorno l’hanno detto negli ultimi mesi tutte le più alte cariche politiche del Paese. Adesso per rilanciare il Sud arriva la proposta della rete delle Università Meridionali, nata dall’esigenza di trovare nuove forme per lo sviluppo del territorio a partire dagli atenei.

Proprio mercoledì, presso la sede del Ministero per l’Università e la Ricerca, c’è stato l’incontro tra i rettori dei sedici atenei aderenti alla rete (Bari, Basilicata, Cagliari, Calabria, Enna Kore, Foggia, Messina, Molise, Napoli 2, Palermo, Politecnico di Bari, Reggio Calabria, Salento, Sannio, Sassari, Teramo) che hanno così avuto l’occasione per fissare insieme alcuni obiettivi per il prossimo futuro. Vediamo quali.

Prima di tutto, i rettori delle Università Meridionali hanno espresso l’esigenza che vengano rivisti i parametri in base ai quali vengono valutati gli atenei e quindi assegnati i fondi ministeriali. Nel 2009, hanno spiegato i rettori, gli atenei del Sud sono stati fortemente penalizzati perché allo stato attuale ci sono forti disparità tra il contesto accademico meridionale e quello del centro nord. Quindi, i rettori hanno chiesto che vengano istituiti dei parametri che tengano conto del contesto specifico dell’ateneo valutato, in modo da permettere anche alle università del Sud di competere con il resto degli atenei italiani.

In secondo luogo, i rettori della rete hanno chiesto che venga riformato e integrato il sistema delle tasse universitarie perché “la contribuzione studentesca nel Sud è molto più bassa che nel resto d’Italia e perché c’è un alto numero di esoneri dal pagamento delle tasse universitarie”. In particolare, i rettori hanno chiesto che vengano istituite delle misure di riequilibrio da parte dello Stato.

Infine, i rettori dei sedici atenei hanno sottolineato come sia indispensabile cominciare a elaborare progetti comuni di ricerca e formazione in modo da contribuire in maniera concreta al rilancio del territorio, alla sua innovazione e al suo sviluppo economico e culturale.