Inchiesta ateneo Firenze

In tempi di tagli ai fondi per il diritto allo studio e rette in aumento la notizia è di quelle che fanno particolarmente indignare: otto persone, tra cui dirigenti e funzionari amministrativi dell’Università di Firenze sono indagati per aver usato i fondi dell’ateneo per fare regali, viaggi e acquisti di lusso. Le accuse mosse dalla procura del capoluogo toscano al termine delle indagini delle Fiamme gialle vanno dal peculato alla truffa aggravata, dall’abuso d’ufficio al favoreggiamento personale.

Sono 1.500 le fatture e ricevute modificate per giustificare spese sostenute per trasferte di carattere personale fatte passare per missioni di lavoro, per un ammontare complessivo di circa 450.000 euro. Alcune delle persone alle quali è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini fanno parte dell’Istituto di Studi umanistici e dell’Istituto italiano di Scienze umane.

I docenti di questo ultimo istituto hanno subito reagito con una nota nella quale unanimemente dichiarano “piena fiducia nell’accertamento della verità” e ribadiscono la loro certezza che l’ente sia stato gestito correttamente. Secondo gli inquirenti però i viaggi all’estero, Usa, Francia, Turchia, Inghilterra, ospitavano anche amici e parenti, e addirittura nelle fatture dei ristoranti i commensali “amici” venivano sostituiti con studiosi di atenei stranieri i cui nomi venivano presi a caso dalla Rete.

Poi ci sarebbero rimborsi di voli in business class, viaggi in taxi per amici, vini pregiati spacciati per cancelleria. Globalmente nel triennio 2006-2009 la Finanza ha riscontrato un beneficio illecito di 3 milioni di euro. L’indagine appena conclusa ha anche un altro risvolto legato agli incarichi professionali affidati saltando l’iter di selezione a parenti e conoscenti. In alcuni casi le persone così “cooptate”, talvolta senza i dovuti titoli e la necessaria esperienza, non avrebbero neanche svolto i compiti previsti dal lavoro loro assegnato, ottenendo per giunta punteggi che li avrebbero favoriti in un concorso per un incarico pubblico a tempo indeterminato.

Coinvolte nelle indagini anche una funzionaria dell’Istituto di Studi umanistici, che avrebbe falsificato documenti attestanti incarichi incassando circa 100.000 euro, e la titolare di un’agenzia di viaggio che avrebbe coperto le falsificazioni dei documenti di viaggio. “I responsabili devono andare in galera” ha commentato in una nota Matteo Fanelli, presidente provinciale fiorentino di Azione Universitaria, la rappresentanza studentesca di centrodestra, che annuncia manifestazioni contro quello che definisce “un sistema malato che deve sparire al più presto”.