Università e innovazione

Dalle applicazioni digitali alle biotecnologie sostenibili, da Google allo smartphone di Apple, non mancano le notizie che rassicurano sulla capacità delle università italiane di tenersi aggiornate sul fronte dell’innovazione tecnologica, grazie a progetti molto diversi tra loro ma accomunati da importanti partnership e dall’internazionalizzazione della ricerca.

Se l’ateneo fiorentino lancia ponti verso il colosso di Mountain View, alla Federico II di Napoli nasce la prima app per iPhone creata per l’università pubblica italiana e la Fondazione diritti genetici presenta un nuovo polo euro-mediterraneo per le biotecnologie sostenibili. Tutto questo mentre sono sempre di più le università del Belpaese che aderiscono al progetto iTunes U, per la diffusione delle lezioni in podcast sui server di casa Apple.

Partiamo dalle bioscienze, ambito in cui si colloca il progetto “GenEticaMente” presentato ieri a Roma dalla Fondazione diritti genetici, che nei prossimi cinque anni ha in programma un piano di investimenti da 20 milioni per un polo euro-mediterraneo di ricerca scientifica partecipata, alta formazione, comunicazione nel settore delle biotecnologie. Un centro, con sede nel castello di Ladispoli, che punta ad aprire “una nuova frontiera nella ricerca scientifica italiana ed europea, quella delle biotecnologie sostenibili alternative agli Ogm”, come spiega il presidente della fondazione, Mario Capanna.

“Itaca-M” è invece il nome del progetto toscano che vedrà i ricercatori dell’Università di Firenze lavorare fianco a fianco con gli esperti di Google. Il tutto grazie a uno storico protocollo d’intesa sottoscritto nel 2010 tra Google e Miur che renderà possibile la formazione del primo “centro di competenza” in Italia finalizzato alla realizzazione di applicazioni digitali innovative al servizio della pubblica amministrazione. Naturalmente i settori interessati sono quelli in cui Google ha fatto scuola: la ricerca di informazioni e la geolocalizzazione.

Da Mountain View a Cupertino. È dedicato infatti al melafonino firmato Steve Jobs l’innovativo progetto portato avanti dall’Università Federico II di Napoli nell’ambito del master in Comunicazione transmediale. E si chiama proprio “Transmedia” l’applicazione per iPhone disponibile gratuitamente nell’App Store Apple, che permette un flusso di comunicazione multimediale tra studenti e docenti, convogliando definitivamente l’attività didattica sui binari della comunicazione 2.0.

Una direzione già intrapresa, in modo se vogliamo più “tradizionale”, da altre università italiane che prendono parte a quella babele “formato podcast” di lingue e discipline che è iTunes U, un progetto per la condivisione gratuita delle lezioni. New entry nel campus globale targato Apple sono l’Università di Pisa e la Bocconi di Milano, che raggiungono la Federico II di Napoli e gli atenei di Trento, Trieste, Modena e Reggio Emilia.