Mariastella Gelmini

Il ministro dell’Università Mariastella Gelmini lancia un ultimo appello agli studenti in occasione dell’avvio al Senato dei lavori per la terza lettura del suo disegno di legge. “Chiedo ai ragazzi di non farsi strumentalizzare dai centri sociali e da chi difende la conservazione e di ragionare con la propria testa, non in modo ideologico” afferma il ministro.

Mentre riprendono le manifestazioni studentesche per scongiurare il via libera definitivo al provvedimento, Gelmini rivolge un appello ad abbassare i toni e a instaurare un “confronto propositivo” sul merito del provvedimento. Su questo fronte il ministro si dice convinta che la riforma punta a eliminare sprechi, baronie e privilegi e rivendica di non aver fatto mancare, durante l’iter di approvazione del ddl, momenti di confronto e ascolto agli studenti e al mondo accademico in generale.

Gelmini tiene anche a rimarcare la differenza di approccio con le scelte fatte dall’esecutivo britannico guidato da David Cameron, che ha aumentato le rette fino a triplicarle, mentre il governo Berlusconi, spiega, ha preferito tagliare gli “sprechi nella spesa improduttiva” e i corsi inutili. “Da parte mia – conclude – c’è l’apertura al massimo confronto anche dopo l’approvazione definitiva in sede di predisposizione dei decreti attuativi”, sottolineando che la violenza non aiuta e non rispetta il voto del Parlamento.

Intanto in Aula si scioglie il nodo della posizione del Terzo polo sul via al provvedimento. Le formazioni che lo compongono non voteranno in maniera unitaria. “Era difficile in terza lettura procedere con una linea comune” ha spiegato Giuseppe Valditara, senatore di Futuro e libertà e relatore della riforma universitaria in prima lettura. Lo scenario che si annuncia al voto di mercoledì è dunqua il seguente: Pdl e Lega Nord favorevoli assieme a Fli e Mpa, l’Api di Francesco Rutelli si dovrebbe astenere e Udc dovrebbe votare contro assieme a Idv e Partito democratico.