Fumo

Fumo e tabacco banditi da un numero crescente di università negli Usa. Tra le ultime, l’Università della California ha messo al bando sigarette e tabacco da masticare in tutti e dieci i suoi campus. Il presidente dell’ateneo, Mark Yudof, ha reso pubblica la notizia inviando una lettera ai rettori dei campus spiegando che “in qualità di leader nazionale nelle buone pratiche di assistenza sanitaria e ambientale, l’Università della California è pronta a dare l’esempio riducendo l’uso del tabacco e l’esposizione al fumo passivo”.

La comunicazione di Yudof spiega come un ambiente privo di fumo possa contribuire positivamente alla salute e al benessere di tutti: studenti, docenti, personale, pazienti delle strutture mediche e visitatori. Le specifiche del bando, che si applicherà anche agli alloggi e a chiunque metta piede nei campus non sono ancora note nel dettaglio. Si sa però che entro 24 mesi sarà vietata la vendita di tabacco e la pubblicità in tutti gli spazi dell’Università della California.

Grazia Crickette, chief risk officer dell’ateneo, ha detto che l’intento dell’iniziativa è quello di concentrarsi sul benessere delle persone e che ciascun campus avrà autonomia nell’attuare le direttive secondo questo principio. Un plauso alla messa al bando del tabacco da parte dell’ateneo è giunto anche dal dipartimento di Sanità pubblica californiano, che ha spiegato come sia positivo che si cerchi di proseguire sulla linea di tenere i giovani il più possibile lontani dal fumo.

Stesso atteggiamento al campus di Farmington dell’Università del Maine che ha deciso di dichiararsi “tobacco free” per promuovere la salute e il benessere di studenti e personale e ha affisso segnali di avviso per ricordare a dipendenti, studenti e visitatori della loro responsabilità nel mantenere l’ambiente del campus privo di tabacco.

Il presidente dell’ateneo, Teodora J. Kalikow, ha spiegato che questa nuova politica è un contributo alla riduzione dei rischi per la salute legati al fumo, fondato sulle informazioni che giungono dalle autorità mediche internazionali, in base alle quali il fumo, il fumo passivo e i residui del fumo sono dannosi per la salute degli individui. Il divieto si applica a tutto il campus, compresi campi sportivi e parcheggi. L’università sostiene anche i fumatori che intendano smettere attraverso corsi e consigli a cura del centro sanitario dell’ateneo.

Questi sono solo gli esempi più recenti di atenei che mettono al bando il tabacco per tutelare la salute della comunità accademica. Secondo la Fondazione per i diritti dei non fumatori sono almeno 639 le università statunitensi che hanno dichiarato completamente “smoke-free” i loro campus mentre secondo l’American Cancer Society a ottobre 2011 ben 586 college lo erano al 100 per cento. La discrepanza tra le due cifre è probabilmente dovuta al fatto che la Fondazione ha conteggiato anche le università in cui la messa al bando è stata approvata ma non è ancora operativa.

La questione ha riacceso il dibattito sul proibizionismo e un recente editoriale del Los Angeles Times ha sostenuto che il divieto di fumare all’aperto, dove non ci sono rischi per la salute altrui e la sicurezza, è esagerato e limita la libertà dagli studenti fumatori, i quali potrebbero essere costretti ad abbandonare gli studi in virtù di regolamenti così repressivi verso il fumo.