giappone crisi nucleare

Quanto preannunciato dalle autorità e dagli esperti si sta verificando. Dopo il più violento sisma che la storia moderna del Paese ricordi, il Giappone è di nuovo sotto scacco per i danni alle centrali nucleari del Paese.

Questa notte una nuova esplosione si è fatta sentire per chilometri dalla centrale di Fukushima. Il governo nipponico spiega che anche il reattore 2 non ha retto. e commenta: “Non possiamo escludere il rischio di fughe radioattive”. D’altro canto la società che ha in carico le centrali nucleari aveva già affermato che le barre di combustibile del reattore, prima ritenuto quasi fuori pericolo, erano completamente esposte.

Le esplosioni indicano che la la situazione sta divenendo critica a causa di un inizio di fusione del nucleo. L’ultimo episodio ha spazzato via 6 uomini delle forze armate e un tecnico. Altre disci persone intente a pompare acqua di mare per evitare il peggio sono ferite e contagiate dalla radiazioni. Uno scenario che purtroppo rischia di peggiorare ulteriormente.

Nel frattempo il resto del mondo cerca di dare il proprio contributo come può, non mancando di creare allarmismi più o meno fondati. Per quel che riguarda l’Europa, “non ci saranno conseguenze immediate”, in quanto i livelli di radiazione in tutti gli Stati membri sono considerati nella norma, secondo quanto si apprende dalla valutazione della Commissione Ue sul rischio nucleare proveniente dal Giappone. Al momento invece il Paese del Sol levante continua ad aggiornare le stime della tragedia. Fino a questo momento i morti ufficiali sono 1.650, mentre i dispersi sono 1.720, ma le previsioni ufficiose più pessimistiche parlano addirittura di 50 mila vittime probabili.

L’altra domanda aperta è: c’è il rischio di una nuova “Chernobyl”? Se la pongono ormai i cittadini di tutto il mondo, così come gli stessi governi. La nota emittente giapponese NHK l’ha rivolta al docente dell’Università di Tokyo Naoto Sekimura. Chiamato a dare la propria opinione alla tv pubblica, il professore ha rassicurato: “Non si replicherà lo stesso disastro”, esprimendosi sui problemi riscontrati nelle due centrali della prefettura di Fukushima, nel nord-est del Paese.

Se la compostezza dei cittadini giapponesi sta meravigliando il mondo intero, i continui inviti alla calma lanciati dagli esperti e dal governo sembrano non sortire l’effetto desiderato nei Paesi confinanti. Scene di panico si sono verificate infatti nelle Filippine, a Manila, per un allerta, poi rivelatasi infondata, sui vapori radioattivi provenienti da una delle centrali nucleari giapponesi. Una intera università è stata sgomberata e le attività sospese dopo che i genitori avevano assaltato le linee telefoniche per chiedere che i figli fossero fatti tornare a casa.