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Il decreto Gelmini sull’università è stato approvato oggi alla Camera. I voti a favore sono stati 281, i contrari 196 e gli astenuti 28. Eravamo rimasti con l’attesa per l’esito di ieri sera della seduta alla Camera, che ha infatti dato fiducia al Governo sul decreto. Oggi il decreto Gelmini è legge.

Diverse le novità che si avranno e come da più ministri del Governo è stato dichiarato, “l’università oggi cambia”. Ma cosa vuole dire in pratica? Cerchiamo allora di evidenziare i punti salienti di questa nuova legge che vede il mondo universitario protagonista, e che promette una serie di novità.

Per quanto riguarda l’amministrazione finanziaria degli atenei, la legge intende porre “un freno alle gestioni finanziarie non adeguate”. In pratica le università che spendono più del 90 per cento del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) in stipendi non potranno bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo. E inoltre gli atenei virtuosi riceveranno più finanziamenti. Il ministro Gelmini ha dichiarato che per la prima volta in Italia si distribuiranno soldi alle università in base a standard di qualità, secondo un lista redatta dal dal Civr (Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca).

Da parte loro le università avranno il compito, in fase di approvazione del bilancio, di pubblicare una “relazione concernente i risultati delle attività di ricerca, di formazione e di trasferimento tecnologico nonché i finanziamenti ottenuti da soggetti pubblici e privati”.

Anche per i concorsi sono in vista alcune novità per la trasparenza, come per esempio il sorteggio delle commissioni giudicatrici.

Ma forse tra le più interessanti ci sono le norme che regolano l’attività di professori e ricercatori.
Da quest’anno verrà costituita l’Anagrafe nazionale dei professori e ricercatori universitari che registra per ciascun individuo le pubblicazioni scientifiche prodotte. Così a partire dal 2011, i professori o ricercatori che nel biennio precedente non avranno pubblicato nulla, saranno automaticamente esclusi dall’elenco dei professori che potranno far parte delle commissioni giudicatrici ai concorsi.

E ancora la legge intende valorizzare il merito degli studenti. Le cifre ci dicono che almeno 180 mila studenti hanno diritto a una borsa di studio e all’esonero delle tasse universitaria, ma in pratica chi ne usufruisce è una fetta molto più piccola. A rimedio di questa situazione, che investe personalmente gli studenti, il Governo ha stanziato 135 milioni che dovrebbero bastare a premiare tutti gli studenti meritevoli.