ddl gelmini incardinato senato

ddl gelmini incardinato senato

Come previsto, è stato incardinato dopo l’esame al Senato il ddl sulla riforma dell’Università firmata Gelmini. Al disegno di legge, come ha riferito il senatore Giuseppe Valditara, relatore dell’esame in commissione istruzione, sono stati presentati alla fine 438 emendamenti, e non tutti dall’opposizione. 80 sarebbero infatti gli emendamenti presentati dalla stessa maggioranza. Il ministro Gelmini si è detta soddisfatta di quello che ha definito un “provvedimento forte” che dall’aula dovrà uscire ancora più “rafforzato”.

Il ddl, ha detto Gelmini, è stato frutto di una “grande concertazione”. Sicuramente prima della pausa estiva il provvedimento vedrà il via libera del Senato, ha aggiunto Gelmini. La discussione sul ddl prosegue infatti nei prossimi giorni prima dell’approvazione del Senato che consentirà poi al disegno di diventare legge entro ottobre.

Tra le novità introdotte dalla riforma la cancellazione del ricercatore a tempo indeterminato – che insieme al mancato riconoscimento giuridico ha scatenato lo sciopero bianco dei ricercatori, mandati di 8 anni per i rettori, un fondo per studenti e docenti meritevoli.

Questa riforma è la “premessa necessaria per ridare competitività al sistema universitario” secondo il relatore Valditara, che ha aggiunto anche che però dovrà essere seguita da risorse adeguate. In particolare Valditara ha fatto riferimento al ripristino in finanziaria degli scatti di stipendio per professori e ricercatori. Il problema delle risorse è al centro della mobilitazione che sta scuotendo gli atenei dal Nord al Sud dello stivale e che vede docenti, stodenti e ricercatori uniti contro il ddl e la manovra finanziaria.